Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum IT

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updated 9:17 AM UTC, Jun 12, 2024

Ad Theologiam Promovendam - Una nuova lettera apostolica 2023

(Un invito ad aprirsi alle nuove intuizioni teologiche e alle profonde trasformazioni culturali)

Nella Lettera Apostolica in forma di «Motu Proprio» Ad Theologiam Promovendam del 1° novembre 2023, Papa Francesco presenta una nuova visione per la futura teologia cattolica. Questo documento rivede gli statuti della Pontificia Accademia di Teologia (PATH) "per renderli più adatti alla missione che il nostro tempo impone alla teologia".

Papa Francesco invita i teologi ad avere un dialogo diffuso con la scienza moderna, la cultura e l'esperienza vissuta delle persone come punto di partenza essenziale.

Egli richiama inoltre l'attenzione sulle "profonde trasformazioni culturali" in atto nel mondo. «Quello che stiamo vivendo non è semplicemente un’epoca di cambiamenti, ma è un cambiamento d’epoca».

Alcuni punti ispiratori della Lettera apostolica

"La teologia può svilupparsi solo in una cultura di dialogo e di incontro tra diverse tradizioni e diversi saperi, tra diverse confessioni cristiane e diverse religioni, impegnandosi apertamente con tutti, credenti e non credenti" (n. 9).

-La reflesione teologica deve “essere una teologia fondamentalmente contestuale, capace di leggere e interpretare il Vangelo nelle condizioni in cui gli uomini e le donne quotidianamente vivono, nei diversi ambienti geografici, sociali e culturali e avendo come archetipo l’Incarnazione del Logos eterno, il suo entrare nella cultura, nella visione del mondo, nella tradizione religiosa di un popolo. A partire da qui, la teologia non può che svilupparsi in una cultura del dialogo e dell’incontro tra diverse tradizioni e diversi saperi, tra diverse confessioni cristiane e diverse religioni, confrontandosi apertamente con tutti, credenti e non credenti.” (n.4)

La transdisciplinarità va invece pensata «come collocazione e fermentazione di tutti i saperi entro lo spazio di Luce e di Vita offerto dalla Sapienza che promana dalla Rivelazione di Dio» (Costituzione Apostolica Veritatis gaudium, Proemio, 4c). Ne deriva l’arduo compito per la teologia di essere in grado di avvalersi di categorie nuove elaborate da altri saperi, per penetrare e comunicare le verità della fede e trasmettere l’insegnamento di Gesù nei linguaggi odierni, con originalità e consapevolezza critica. (n.5)

«La sinodalità ecclesiale impegna dunque i teologi a fare teologia in forma sinodale, promuovendo tra loro la capacità di ascoltare, dialogare, discernere e integrare la molteplicità e varietà delle istanze e degli apporti». È perciò importante che esistano luoghi, anche istituzionali, nei quali vivere e fare esperienza di collegialità e fraternità teologica. (n.6)

La riflessione teologica è sollecitata a svilupparsi con un metodo induttivo, che parta dai diversi contesti e dalle concrete situazioni in cui i popoli sono inseriti, lasciandosi interpellare seriamente dalla realtà, per divenire discernimento dei “segni dei tempi” nell’annuncio dell’evento salvifico del Dio-agape, comunicatosi in Gesù Cristo. Perciò occorre che venga anzitutto privilegiato il sapere del senso comune della gente che è di fatto luogo teologico nel quale abitano tante immagini di Dio, spesso non corrispondenti al volto cristiano di Dio, solo e sempre amore. La teologia si pone al servizio della evangelizzazione della Chiesa e della trasmissione della fede, perché la fede diventi cultura, cioè ethos sapiente del popolo di Dio, proposta di bellezza umana e umanizzante per tutti. (n.8)

Di fronte a questa rinnovata missione della teologia, la Pontificia Accademia di Teologia è chiamata a sviluppare, nella costante attenzione alla scientificità della riflessione teologica, il dialogo transdisciplinare con gli altri saperi scientifici, filosofici, umanistici e artistici, con credenti e non credenti, con uomini e donne di differenti confessioni cristiane e differenti religioni. (n.9)

Questa Lettera Apostolica è anche un invito per tutti noi cappuccini ad aprirci alle nuove intuizioni teologiche, a proporre nuove idee di applicazione interculturale nel cammino francescano cappuccino. È un grande sostegno per la nostra formazione permanente come indicato dalla Ratio.

Considerate bene l’importanza dei nostri centri academici e le conferenze devono creare centri comuni per la formazione sia inziale e permanente e seguire queste indicazioni. Questo lo spirito che il nostro segretariato della formazione vuole portare avanti con la Ratio Localis.

Tutti coloro che si aggiornano e collaborano saranno ispirati dallo Spirito Santo per essere entusiasti e rilevanti nel mondo moderno.

Charles Alphonse e Jaime Rey OFMCap

Segretariato Generale della Formazione, Roma

Il link:

https://www.vatican.va/content/francesco/it/motu_proprio/documents/20231101-motu-proprio-ad-theologiam-promovendam.html

(Grazie di cuore a Fra. Massimo Rosina per l'aiuto a correggere il testo in italiano).