Addis Abeba, ETIOPIA — Dal 20 aprile al 2 maggio 2026 i frati formatori dell’Africa si sono riuniti ad Addis Abeba, in Etiopia, per un incontro formativo che ha segnato una tappa importante nel nostro cammino di crescita fraterna. Organizzato dal Segretariato Generale per la Formazione (SGF) in stretta collaborazione con le due Conferenze Cappuccine dell’Africa – CONCAO ed EACC – il corso di formazione Schola Fratrum ha rappresentato un punto di continuità spirituale e intellettuale per i formatori del continente.
Hanno partecipato 32 fratelli provenienti da entrambe le Conferenze, in rappresentanza di quasi tutte le Circoscrizioni africane; inoltre, si sono uniti una dozzina frati della Curia Generale e delle Conferenze con il compito di animare su tematiche specifiche. I convenuti hanno potuto analizzare in modo sistematico i pilastri essenziali della nostra vita, assicurando che coloro che hanno il compito di formare la prossima generazione di frati siano essi stessi ben radicati, in modo chiaro e sapiente, nel nostro carisma francescano-cappuccino.
Formazione integrale per il contesto africano
Attraverso sessioni interattive e riflessioni competenti, sono stati approfonditi i seguenti temi: Discernimento e accompagnamento nella Bibbia (fr. Serge Mbremandji), Formazione umana, guarigione interiore e integrazione (fr. Charles Alphonse), Questioni culturali in Africa e Discernimento vocazionale e motivazioni (fr. Kilian Ngitir), Formare i nostri giovani a crescere sia nelle relazioni umane che in quelle francescane (fr. Kamilus Bajuta), Sfide formative in Africa e le vie da seguire (Fr. Hailegabriel Meleku), Celebrare e animare la dimensione laicale della nostra vocazione (fr. Tatenda Anthon Shumba), Formazione ed economia fraterna (fr. Worku Demeke), Missione e formazione (fr. Mariosvaldo Florentino), Sfide affettive (fr. Waldheim Rodrigues), Formazione e tecnologia dell’informazione (fr. Joaquim Hangalo), Costruire una cultura della salvaguardia: rafforzare la nostra preparazione istituzionale (fr. Mathewos Ajabo), Valori ed esperienze di JPIC nella formazione (fr. Scaria Kalloor).
Dopo ogni presentazione i frati hanno avviato vivaci discussioni, traducendo i concetti teorici in suggerimenti concreti per pensare la qualità della formazione all’interno delle nostre fraternità locali.
Visione per il futuro
L’incontro è stata occasione propizia di sprone per il cammino delle Conferenze africane. Il Segretariato generale della Formazione ha sfruttato questa occasione ricca di grazia per:
* Proporre centri di formazione in collaborazione: discutere la necessità vitale di centri di formazione unificati tra le due Conferenze africane.
* Valorizzare la vocazione consacrata laicale: riaffermare la ricchezza unica e specifica della dimensione laicale della nostra scelta di consacrazione francescana.
* Affrontare le sfide culturali e riflettere sugli specifici ostacoli formativi che le case di studio africane devono affrontare a causa di aspetti culturali, linguistici e finanziari; il tema sarà ripreso nella prossima Conferenza Panafricana dei Cappuccini.
Alla fine dell’incontro, l’atmosfera era di gioioso rinnovamento. Questi dodici giorni sono stati più di un corso di formazione permanente; sono stati un’esperienza di Vangelo e di fraternità. “Abbiamo condiviso le nostre storie, illuminato i nostri cuori e ci siamo impegnati a camminare più fedelmente sulle orme di San Francesco d’Assisi”: è questa la sintesi proferita da qualcuno dei partecipanti.
Il successo di Schola Fratrum Africa 2026 ha fornito il trampolino di lancio perfetto per il Pan-Africa 2027. Alcuni dei presenti si sono congedati così: “Torniamo nei nostri rispettivi angoli del continente, non solo come formatori, ma come testimoni di una luce che abbiamo intravisto nell’assise etiope”.
