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IX Consiglio Plenario dell’Ordine verso la conclusione

I delegati avanzano verso alla conclusione con le sintesi sulla Missione, Collaborazione e Fraternità San Lorenzo tra sessioni di voto e la commemorazione dello storico incontro di Assisi.

 

Il IX Consiglio Plenario dell’Ordine (CPO) si sta avviando alla sua fase conclusiva. Martedì 27 ottobre, dopo la celebrazione dell’Eucaristia e la preghiera del mattino, i 30 delegati hanno aperto i lavori della prima sessione mattutina proseguendo l’attività nei gruppi di discussione per giungere a delle sintesi. La seconda sessione della mattina ha segnato una svolta con l’inizio ufficiale delle votazioni in aula sulle mozioni elaborate.

Alla presenza del Ministro generale, Presidente del CPO, e dopo la preghiera iniziale, l’assemblea si è concentrata sui testi dedicati al tema delle missioni, predisposti dalla Commissione di redazione, che ha raccolto i contributi dei gruppi linguistici. Previo appello nominale, è stata accertata la presenza di 41 votanti. Per la procedura è stato adottato un sistema di voto visivo tramite cartoncini colorati: verde per il placet (favorevole), rosso per il non placet (contrario) e giallo per il placet juxta modum (favorevole con emendamenti). Superata la fase di prova con il supporto di tre scrutatori per il conteggio, i lavori sono entrati nel vivo del documento sulla Missione, impegnando i delegati per tutto il pomeriggio.

L’intensità dei lavori è proseguita anche nella giornata di mercoledì 28 ottobre, interamente dedicata alle votazioni delle mozioni sia al mattino che al pomeriggio.

Un segno speciale: la preghiera per la pace nel mondo

La sera di martedì 27 ottobre, la celebrazione dei vespri ha vissuto un momento speciale. Al termine della preghiera, i frati delegati e la comunità del Collegio San Lorenzo da Brindisi si sono riuniti per commemorare il 40° anniversario dello storico incontro interreligioso per la pace promosso da Papa Giovanni Paolo II ad Assisi.

In comunione con il raduno dei leader religiosi svoltosi contemporaneamente nella città serafica, l’assemblea ha pregato per la pace nel mondo. L’ambiente è stato allestito con un forte valore evocativo: l’immagine di San Francesco, le fotografie dei precedenti incontri interreligiosi dei Pontefici, i simboli delle diverse religioni mondiali e le bandiere di alcune nazioni attualmente stravolte dai conflitti. Ogni frate ha partecipato alla celebrazione tenendo in mano una candela accesa.

Le testimonianze dei delegati e il respiro missionario dell’Ordine

I lavori della terza settimana hanno offerto anche lo spazio per accogliere le esperienze dirette e conoscere il vissuto missionario di diversi delegati. Particolarmente toccante è stato la intervista fatta a fra Juan Ricardo Loayza Platas, quarto consigliere e membro della Provincia del Perù, il quale ha espresso viva soddisfazione per l’opportunità di confrontarsi con confratelli provenienti da tutti e cinque i continenti. Nelle sue parole, ha sottolineato come questo dialogo globale arricchisca la comprensione della missione francescana grazie al contributo di ciascun frate. Fra Juan Ricardo ha evidenziato come la missione e la collaborazione rappresentino per l’Ordine un punto chiave per bilanciare la propria identità e vocazione con l’«alterità», intesa come il movimento verso il prossimo per annunciare il Cristo vivo. Attualmente, fr. Juan vive a Lima (Perù) ed è impegnato come direttore dell’opera sociale “Ciudad de los Niños”, legata alla fraternità Maria Immacolata e fondata 71 anni fa in una zona desertica con una grande popolazione di bambini senza tetto da fr. Francesco Penasso (Padre Iluminato), missionario cappuccino; la struttura offre accoglienza e formazione umana e tecnica a minori vulnerabili, accompagnandoli verso un reinserimento attivo e consapevole nella società.

A questa voce si è aggiunta la voce di fra Rudolph Pieretti, delegato della Conferenza NAPCC (North American Pacific Capuchin Conference), che ha descritto la partecipazione al CPO come un’esperienza di grande ispirazione, contrassegnata dalla gioia di condividere i talenti e le storie di tanti frati. Fra Rudolph ha attribuito all’incontro un valore profondamente profetico, definendolo un momento di svolta le cui decisioni, paragonabili a un sasso gettato in uno stagno, genereranno un’onda d’impatto sull’intero Ordine negli anni a venire, toccando ogni aspetto della vita cappuccina. Attualmente fra Rudolph si dedica – negli Stati Uniti – alla cura dei religiosi anziani e malati nell’infermeria provinciale, un compito che considera un privilegio e un chiaro esempio di missione ad intra vissuta con dedizione e cuore.

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12- 27/10 - Martedì di lavoro -CPO