Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum IT

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updated 9:17 AM UTC, Jun 12, 2024

Nuovo Venerabile Fr. Guglielmo Gattiani

Il Santo Padre Francesco nell’udienza del 23 maggio 2024, ha autorizzato il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi a promulgare il Decreto super virtutibus et fama sanctitatis di padre Guglielmo Gattiani, sacerdote professo della Provincia dell’Emilia Romagna.

È la parola “radicalità” mai disgiunta dalla povertà intesa come ricerca di ciò che è essenzialità di vita a caratterizzare la figura di padre Guglielmo Gattiani, dove l’espressione, tipicamente francescana del «Mio Dio e Mio tutto», sintetizza la sua ricerca dell’Assoluto nel continuo spogliarsi di sé per aprirsi all’Unico e Sommo Bene. Frate dell’essenziale, il Servo di Dio, non ricercò l’eremo per stare da solo con Dio, ma per vivere una «povertà austera», unica porta che poteva permettergli di entrare nell’intimo di Dio e da lì uscire e incontrare l’altro per parlargli delle «cose di lassù». L’esercizio del suo ministero, nell’incontro con i tanti fedeli che quotidianamente andavano da lui, è caratterizzato da una sincera accoglienza e da una intensa consolazione, mai distratta o non partecipata o non sentita intimamente e sempre portata nella sua preghiera.  Il Servo di Dio con la sua ricercata radicalità nel vivere l’assoluta povertà, la ricercata obbedienza e la fedele castità, ha saputo dire all’uomo di allora e lo grida anche all’uomo di oggi, che il primato di Dio è l’essenziale per una vita autentica e vissuta nella sua intierezza. 

 Padre Guglielmo Gattiani nasce a Badi (BO), l’11 novembre 1914, ed è battezzato nella chiesa parrocchiale di san Prospero il 15 novembre 1914 con il nome di Oscar. A Badi, trascorre la fanciullezza aiutando i genitori nel piccolo forno del paesino. Don Pio Mazzetti che ne ha visto la vocazione, lo indirizza ai Cappuccini. Il 9 novembre 1924 Oscar fa il suo ingresso nel seminario serafico a Faenza, dove completa la scuola elementare per poi passare, il 10 settembre 1925, a Imola, per il ginnasio. Il 15 novembre 1929 inizia il noviziato ricevendo il nuovo nome di fra Guglielmo da Badi, al termine del quale, il 17 novembre 1930, emette la Professione religiosa. Passa quindi a Lugo per completare gli studi liceali e successivamente a Forlì e Bologna per lo studio della filosofia e della teologia. Il 22 maggio 1938 riceverà l’ordinazione sacerdotale e viene inviato, in successione, come insegnate nei seminari serafici di Faenza, Lugo e Ravenna. Nel 1944 è a Cesena come insegnante per i frati liceali, mentre nel maggio del 1946 è nominato Maestro dei Novizi, servizio che svolgerà fino all’agosto del 1964, quando gli è chiesto di essere il padre spirituale dei novizi. Libero da un impegno di presenza continua, il Servo di Dio, con l’obbedienza dei suoi superiori inizia a condurre una vita di povertà accompagnandola al servizio alle Clarisse Cappuccine di Cesena.

Nel 1969 i superiori acconsentono ad un suo desiderio, coltivato da sempre: risiedere a Lagrimone, dove le Clarisse Cappuccine, provenienti da Ferrara, hanno edificato un nuovo monastero e vi conducono vita povera e lì servire come cappellano conducendo una vita di «povertà assoluta» in stretta unione con Dio. È di questo periodo l’incontro con don Natale Montalti, desideroso di condividere la stessa esperienza di povertà ed anche il progetto per la fondazione della «Casa del Padre», come sede di incontri per giovani, famiglie e altri al fine di poter dar vita a una «Fraternità dell’amore universale». Il Servo di Dio ha trovato il sospirato “luoghetto” dove vivere in fraternità, condurre l’itineranza apostolica, coltivare la preghiera e la contemplazione e praticare l’accoglienza delle persone che vi si recavano. 

Nell’aprile 1980, accompagna in Terra Santa un gruppo di Cesena e, contemporaneamente, chiede e ottiene dai suoi superiori di trascorrere un anno sabbatico presso la comunità di don Giuseppe Dossetti e qui vivere il suo ideale di «povertà assoluta». Dalla Terra Santa il Servo di Dio dovrà far ritorno dopo solo sei mesi perché chiamato a sostituire il responsabile del santuario del Santissimo Crocifisso a Faenza.

In questo nuovo servizio il Servo di Dio verrà portato a distaccarsi del tutto dalle iniziative precedenti, senza però mai abbandonare di vivere la «povertà assoluta». La sua quotidiana presenza al santuario, unita alla sua austerità e ad una cordialissima accoglienza porteranno ogni giorno un grande numero di fedeli a volerlo incontrare. 

Nel 1985, spinto dalla facilità con cui san Giovanni Paolo II utilizza i mezzi di comunicazione, matura e avverte l’importanza di dare vita a una televisione mondiale cattolica entrando in collaborazione con Telepace. Il 15 dicembre 1999 il Servo di Dio, come ogni giorno, si reca in chiesa, per amministrare il sacramento della Riconciliazione. Ascoltata l’ultima confessione è colpito da infarto. Il sacerdote che aveva da poco confessato, raccoglie le sue ultime parole in cui offre la sua vita per la Chiesa, per il Papa, per tutti. Il Decreto super virtutitus et fama sanctitatis è il riconoscimento della vita virtuosa del Servo di Dio, ora un miracolo, studiato e approvato dalle competenti autorità, porterebbe alla sua beatificazione.