Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 6:57 PM CEST, Aug 23, 2019

I Cappuccini in Romania

I Cappuccini in Romania

La Custodia “Beato Geremia da Valacchia”

Breve storia e attualità

In occasione della visita di Papa Francesco in Romania, vogliamo far conoscere la presenza e il lavoro che i frati cappuccini svolgono in questo paese.

I primi frati cappuccini giunsero nel territorio dell’attuale Romania nel 1725. Provenivano dalla Provincia dell’Austria, chiamati dal vescovo cattolico della città di Oradea. In questa città costruirono una chiesa intitolata alla “Visitazione della Beata Vergine Maria” e un convento, che poi diventerà un centro di irradiazione della presenza dei Cappuccini nella regione, dove in seguito fondarono altri cinque conventi. Quello di Oradea durerà fino alla soppressione comunista del 1948 e la morte dell’ultimo frate cappuccino, rimasto sul posto come sacerdote diocesano, nel 1974.

Un'altra presenza storica dei Cappuccini è quella di Costanza (antico porto sulla riva occidentale del Mar Nero), dove nel 1860 si erano stabiliti una parte dei cappuccini cacciati via dalla Georgia dall'esercito zarista. A questi frati era stata affidata una parrocchia, aperta dalle autorità ecclesiastiche per curare i numerosi operai italiani e tedeschi che lavoravano alla modernizzazione del porto, decisa dalle autorità turche. In seguito alla guerra russo-turca del 1878, la regione di Costanza entrò a far parte della Romania e le autorità ecclesiastiche decisero di affidare la cura pastorale della zona ai passionisti; allora i frati cappuccini, dopo 18 anni, si ritirarono negli altri conventi dell'Ordine presenti in Bulgaria.

La beatificazione del frate cappuccino Geremia da Valacchia (1556-1625) da parte di San Giovanni Paolo II il 30 ottobre 1983 fu l'occasione perché i frati ritornassero in Romania. Allora il vescovo di Iasi, mons. Petru Gherghel, chiese al Ministro Generale, fra Flavio Roberto Carraro, di mandare un gruppo di frati per iniziare e diffondere la spiritualità francescano-cappuccina nella sua diocesi, dalla quale proveniva il nuovo beato, primo della storia della chiesa cattolica rumena. Il Ministro Generale inoltrò quindi la richiesta alla Provincia di Napoli, dove il Beato era vissuto. L'invito fu accettato e i primi due frati, ff. Ubaldo Oliviero e Vittorio Clemente, arrivarono in Romania ai primi di settembre del 1992 e si stabilirono nella cittadina di Onesti, dove era già presente un altro confratello, fr. Mario Querini della Provincia di Roma, venuto per svolgervi un apostolato ecumenico e dove un altro devoto entusiasta del Beato Geremia, Don Eduard Sechel, parroco del luogo, aveva già cominciato la costruzione di un santuario intitolato al nostro Beato.

Il 24 settembre 1992 è la data ufficiale dell'inizio della nuova presenza cappuccina in Romania. Appena arrivati, i frati si misero al lavoro e il 30 ottobre dello stesso anno aprirono un seminario liceale (tutt'ora in funzione). Nel 1995, accanto all'erigendo Santuario, fu iniziata la costruzione del proto Convento, inaugurato nel 2000, che è la sede della Custodia e del Seminario, diventato oggi Liceo Cattolico, aperto a tutti i giovani della zona, cattolici o di altra confessione, specialmente quella ortodossa.

Col passare del tempo, la presenza cappuccina andò sviluppandosi con l'apertura di nuovi conventi: Borzesti-postulandato (oggi chiuso) Nehoiu-noviziato (oggi restituito alla diocesi di Bucarest, essendo anche parrocchia), Roman-studentato.

Create le strutture per la formazione in loco per i giovani aspiranti, il Ministro Generale del tempo, fra John Corriveau, eresse ufficialmente la Custodia della Romania l'8 maggio 2005 e nominò primo Custode fra Ubaldo Oliviero, il quale fece suo il desiderio dei cattolici rumeni di avere in Romania le reliquie del Beato Geremia. Partendo da Napoli l'8 maggio 2008, le spoglie mortali tanto desiderate, dopo un pellegrinaggio trionfale sul territorio della Romania, arrivarono a Onesti il 31 maggio e vennero deposte nella Cripta del Santuario, evento onorato dalla presenza di tanti vescovi, sacerdoti, frati, persone consacrate e una grande folla di fedeli.

Durante il 1° Capitolo elettivo dello stesso anno 2008 venne eletto il primo Custode rumeno, nella persona di fra Leon Budau (rieletto anche nel 2011). Successivamente, furono aperti altri conventi: Sighetu Marmatiei e Tg. Lapus (nella parte settentrionale del paese, di rito bizantino) e Slobozia (nella diocesi di Bucarest).

Attualmente (alla fine del 2018) i frati della Custodia vivono e svolgono il loro apostolato in 5 conventi:

Onesti. Qui la fraternità si compone di 11 frati, che svolgono il loro servizio nella curia custodiale, nella pastorale del santuario, come insegnanti al liceo e campi scuola estivi, nel servizio ai poveri (mensa e docce sociali), attività ecumenica, assistenza OFS.

Roman. Questa fraternità è composta di 13 frati, di cui 10 studenti. Oltre alla loro principale attività, i frati prestano aiuto nella parrocchia e dovunque è richiesta la loro presenza, poi nei gruppi di sostegno per i bambini e giovani istituzionalizzati (ex-orfanotrofi), campiscuola estivi, assistenza OFS, ecc. Inoltre, una parte del convento è stata recentemente ristrutturata per accogliere dei giovani istituzionalizzati che, diventati maggiorenni, non possono più restare nelle strutture statali e che sono in cerca di un lavoro e di crearsi un futuro e una famiglia. Quest'anno, il 24 giugno, 5 dei nostri confratelli diaconi saranno ordinati presbiteri dal vescovo diocesano, mons. Petru Gherghel.

Slobozia. È una fraternità di 3 frati. La loro principale attività è la pastorale parrocchiale per la piccola comunità cattolica della cittadina. Inoltre, hanno in amministrazione un'altra comunità a distanza di circa 60 km.

Sighetu Marmatiei. Anche in questa comunità ci sono 3 frati. La principale attività dei frati è l'attività oratoriale, dove i giovani aggregati vengono per studiare, giocare, pregare, stare insieme e aiutare i giovani come loro meno fortunati, specialmente provenienti dagli ex-orfanotrofi della città. Col passare del tempo, attorno ai frati è cresciuto un bel gruppo di volontari che aiutano i frati nelle loro varie attività in questo campo. Inoltre, i frati prestano il loro servizio nella parrocchia locale di rito bizantino e, dove vengano richiesti, assicurano l'assistenza spirituale alle suore, gestiscono anche le docce sociali della città, e l’assistenza OFS.

La città di Sighet è uno dei simboli della persecuzione a cui è stata sottoposta la Chiesa Cattolica romena di ambo i riti: nelle carceri del luogo è stata incatenata l'élite della Romania, ecclesiastici e personalità della vita politica e sociale. Ivi sono morti, negli anni 1950-1955, quattro vescovi imprigionati a motivo della loro fede; uno, il beato Anton Durcovici, è stato vescovo di Iasi; altri 3, i vescovi greco-cattolici Valeriu Traian Frentiu, Ioan Suciu e Tit Liviu Chinezu, saranno beatificati, insieme ad altri 4 vescovi greco-cattolici, il prossimo 2 giugno dal Santo Padre Francesco, a conclusione della sua visita in Romania.

Tg. Lapus. Qui sono presenti 2 frati. La loro principale attività è l'aiuto alla parrocchia locale di rito bizantino e la testimonianza di vita, la direzione spirituale dei fedeli che vengono come penitenti al "monastero" (nella spiritualità orientale i monasteri occupano un posto speciale nella devozione dei fedeli, perciò anche il nostro "monastero" è sorto fuori della città, un po' come i primi conventi "della bella e santa riforma" cappuccina).

Oltre ai frati che vivono e lavorano in Romania, altri frati della Custodia svolgono il loro apostolato aiutando nelle varie circoscrizioni dell'Ordine: nelle case dipendenti dalla Curia generale (5 frati: Istituto Storico, N.S. della Consolazione, Frascati, Loreto), nella Provincia-madre di Napoli (5 frati, più altri 5 che hanno scelto, al momento dell'erezione della Custodia, di incardinarsi qui), 2 nella Provincia dell’Emilia Romagna, 1 nella Delegazione della Grecia e un altro nella Delegazione della Turchia. Proprio in questi mesi (marzo-maggio 2019) un altro frate fa un'esperienza missionaria nella Custodia del Mozambico.

La visita di Papa Francesco in Romania (31 maggio-2 giugno) e i cappuccini rumeni

Il nostro carisma specifico (oltre a quello generale di tutti i figli di S. Francesco) è l'ecumenismo, che si fonda anche sulla vicenda storica della riscoperta della figura, del messaggio e, infine, anche dei resti mortali del Beato Geremia da Valacchia.

All'alba del secolo scorso, cioè negli anni 1905 e 1915, l'esistenza di un frate cappuccino rumeno viene portata alla luce e fatta conoscere negli ambienti accademici da due professori ortodossi, George Sion e Nicolae Iorga. Un sacerdote greco-cattolico, Ioan Balan (futuro vescovo e martire, che verrà beatificato il prossimo 2 giugno dal S. Padre Francesco) ha scritto una sua biografia divulgativa, molto conosciuta e apprezzata nel periodo interbellico, Un sfant pribeag roman (Un santo pellegrino rumeno); il vescovo greco-cattolico di Oradea, Valeriu Traian Frentiu (martire, verrà beatificato insieme agli altri 6 vescovi dal S. Padre il 2 giugno) ha approvato il culto pubblico del Servo di Dio, Geremia, nella sua eparchia nel 1926; sempre nel periodo interbellico e anche subito dopo l’ultima guerra, l'intero corpo dei vescovi greco-cattolici ha chiesto alla S. Sede e al Ministro Generale dei Cappuccini del tempo, fra Clemente da Milwaukee, il rimpatrio delle venerate reliquie, "per avere anche un santo rumeno", come motivavano la loro richiesta, però nessuno conosceva più il luogo della sepoltura; finalmente, nel 1947, un altro erudito ortodosso, Grigore Manoilescu, scopre la tomba, ma le condizioni storiche hanno impedito il rimpatrio delle reliquie.

Come si può notare la nostra apertura ecumenica ci collega a doppio filo: figli di S. Francesco ed eredi del Beato Geremia e la beatificazione dei 7 vescovi martiri ci obbliga a non dimenticare o trascurare il nostro carisma ecumenico, anche se gli ostacoli sembrano aumentare nell’ultimo periodo.

L'invito del Papa a "camminare insieme" (il logo della visita) è attuale più che mai per noi frati cappuccini rumeni.

Fr. Petre-Marian Ianos OFMCap