Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 1:08 PM CET, Nov 13, 2019

In morte di fra Toussaint Zoumaldé

La mattina del 20 marzo siamo stati svegliati dalla notizia terribile: fra Toussaint è stato assassinato mentre tornava al suo convento di Baibokoum, Ciad.

Era alto fra Toussaint, una palma della sterminata foresta del suo paese, la Repubblica Centrafricana. Così alla notizia è sembrato di sentire nel cuore il tonfo e il frastuono di rami spezzati del grande albero abbattuto senza scopo.

Pere Toussaint Zoumald map Era giovane, fra Toussaint Zoumaldé, 47 anni compiuti il 2 novembre, frate cappuccino dal 1994, sacerdote dal 2002. Era colto il nostro fratello, aveva studiato Teologia dommatica alla Pontificia Università Gregoriana in Roma, aveva esercitato per anni il ministero di professore nell’Etude Saint Laurent di Bouar, dove è passata l’intera giovane Custodia generale del Ciad – R.C.A. Era stato anche Prefetto degli Studi (2008 – 2016). Dal 2011 al 2016 il suo ministero all’interno del Munus Docendi si era dilatato al suo mondo africano. Da Radio Siriri – Pace, la sua calda voce esortava, formava, promuoveva la dignità del suo popolo, impastando di Vangelo quell’identità che il vicino poeta – presidente del Senegal, Leopold Senghor, battezzò con espressione finissima: la négritude. Anche l’anima di Toussaint si era dilatata dalla cattedra alla Radio, dall’organizzazione scolastica alla poesia. Aveva composto canzoni. Passato nel 2017 al Ciad, a Baibokoum, gli era stato affidato il Museo della civiltà Mboum, fondato dal compianto fra Attilio Ladogana, e la pastorale giovanile: le radici africane da spezzare come pane, assieme al Vangelo e ai sacramenti della salvezza, per i giovani virgulti ciadiani. Si era mosso da Baibokoum per tornare a Bouar e animare un momento formativo per il clero della diocesi: una bella festa di San Giuseppe questa del 2019.

Tutta questa bellezza, la naturale eleganza di Toussaint, arricchita dalla finezza del Vangelo e dall’unzione presbiterale, non era nota alla mano vigliacca che l’ha accoltellato la notte del 19. In viaggio di ritorno verso il Ciad, con autobus, si è dovuto fermare a Ngaoundéré – Camerun. Trovato alloggio presso la locale Procura, ha detto alla sentinella che custodiva il cancello che andava a cercare qualcosa da mangiare prima della notte. Non è più tornato. Lo hanno trovato a terra senza vita, con più ferite d’arma da taglio al tronco e anche alle braccia, alzate certo nell’atto istintivo di difendersi. Buttato a terra a pochi metri dal corpo, c’era il portafogli senza denaro, preso anche il cellulare.

Il Custode generale, fra Jean Miguina, è andato a raccoglierlo coi fratelli e lo ha riportato a Bouar. La palma caduta è stata deposta con amore al centro della cattedrale: il vescovo Miroslaw Gucwa ha presieduto la solenne liturgia funebre. C’erano tutti a piangere fra Toussaint, il suo popolo della Repubblica Centrafricana, i frati, le religiose di ogni Congregazione e le sorelle povere di Chiara, il Vicario generale della diocesi di Goré – Ciad, in rappresentanza del vescovo Cappuccino, Rosario Ramolo.

La palma centrafricana è stata adagiata nel cimitero conventuale di Yolè, sede del seminario serafico, crocevia di strade. Dopo il necessario silenzio si comincerà a raccontare ai giovani aspiranti alla vita cappuccina la storia di fra Toussaint, il professore alto che componeva canti e parlava di Gesù alla Radio. E che i suoi canti siano ripetuti dai fanciulli e portino angeli di pace sulle insidiose strade di quella regione d’Africa. Voglia il Signore perdonare la mano scellerata che ha abbattuto la palma, senza scopo.

Fr. Antonio Belpiede, OFM Cap 

Pere Toussaint Zoumald map