Curia Generalis Ordinis Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 11:31 AM CET, Dec 13, 2017

Tre nuovi venerabili: Serafino Kaszuba, Maria Lorenza Longo e Francesca dello Spirito Santo

In evidenza Tre nuovi venerabili: Serafino Kaszuba, Maria Lorenza Longo e Francesca dello Spirito Santo

Il 26 settembre 2017, la Sessione Ordinaria dei Cardinali e Vescovi della Congregazione delle Cause dei Santi, ha dato voto positivo riconoscendo le virtù eroiche del Servo di Dio Serafino Kaszuba (Luigi Casimiro) (1910-1977), professo dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini della Provincia di Cracovia; Maria Lorenza Longo (1463-1539), clarissa cappuccina fondatrice a Napoli delle Clarisse Cappuccine detto delle Trentatrè e dell’Ospedale degli Incurabili e di Madre Francesca dello Spirito Santo (Caroline Baron) (1820-1882), Fondatrice delle Suore Francescane dello Spirito Santo (Montpellier). Il successivo 9 ottobre 2017 il Santo Padre Francesco autorizzava la Congregazione della Cause de Santi a promulgare i relativi Decreti.

Serafino Kaszuba, 1910-1977

Serafino Kaszuba

Alojzy Kazimierz Kaszuba nacque il 17 giugno 1910 a Leopoli, allora territorio polacco ora ucraino, da Karol, operaio e da Anna Horak, casalinga, entrambi Terziari Francescani. I primi studi li compì presso i Cappuccini che reggevano la parrocchia. Conseguito il diploma, contrariamente a quanto la madre avrebbe voluto per lui il 3 giugno 1928 chiese di essere ammesso tra i Frati Cappuccini, iniziando, poco dopo, il noviziato a Sędziszów Małopolski. Gli fu dato il nome di fr. Serafin, anche se avrebbe preferito quello di Stanislao.

Trasferito a Cracovia il 10 settembre 1929 emetteva i voti temporanei, confermati il 9 settembre 1932 con la professione perpetua. Sabato 11 marzo 1933 nella chiesa dei Cappuccini di Cracovia fu ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del Vescovo mons. Stanislao Rospond.

Insieme alle normali attività apostoliche e pastorali ricevette l’obbedienza di iscriversi ai corsi di filologia polacca presso la facoltà di filosofia dell’Università Jagellonica, laureandosi il 17 giugno del 1939. I suo primo campo pastorale fu l’insegnamento nello studentato cappuccino di Rozwadów e la cura de “Il Volo Serafico” e di “Pace e Bene” riviste della Provincia dei Cappuccini.

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, 1 settembre 1939, il Servo di Dio si trovava a Leopoli per assistere la madre che morirà il 1 aprile 1940. Lì apprese la notizia dell’invasione tedesca della Polonia e visse l’invasione delle terre orientali della Polonia e di Leopoli da parte dell’Armata Rossa.

Subito dopo la morte della madre accettava l’invito del confratello padre Bolesław Wojtuń e si trasferiva a Ludwipol in Volinia iniziando il peregrinare di parrocchia in parrocchia, di villaggio in villaggio, per supplire le assenze dei sacerdoti, e fuggendo dalla costante minaccia di morte perché sempre sotto stretta sorveglianza delle brigate dell’U.P.A., l’Esercito Insurrezionale Ucraino.

Nel Natale del 1940 giunse a Karasin in Volinia, ma l’apertura del fronte tedesco-russo causò la distruzione di gran parte dei villaggi di quella regione. Senza perdersi d’animo, insieme ai suoi parrocchiani si rifugiò dapprima a Bystrzyca e successivamente a Dermanka.

Nel dicembre del 1941 fu arrestato dalla milizia ucraina con la falsa accusa di essere in possesso di armi e di una radio. Rilasciato la vigilia di Natale iniziò a visitare le famiglie polacche della regione ormai in mani sovietiche.

Nel novembre 1943 durante uno degli assalti dell’Esercito Insurrezionale Ucraino, lasciava in modo rocambolesco Emilczyn rifugiandosi a Stara Huta, nel territorio occupato dall’Armata Nazionale Polacca, dove erano presenti 8000 profughi cattolici.

Nella primavera del 1944, dopo la ritirata dell’esercito tedesco, l’Armata Rossa fece il suo secondo ingresso in Volina e, a seguito alla conferenza di Jałta, iniziò per i polacchi residenti in questa regione, un vero e proprio periodo di deportazioni. Anche il Servo di Dio avrebbe dovuto rimpatriare ma l’11 agosto 1945 abbandonava il treno del “rimpatrio” decidendo di resta in Volinia. Così dall’agosto del 1945 all’aprile del 1958 fr. Serafin fu parroco, riconosciuto dalle autorità comuniste, di una parrocchia che si estendeva su molti chilometri quadrati.

L’11 aprile 1958 il governo comunista lo privò dei diritti sacerdotali chiudendo contemporaneamente le chiese di Równe, Zdolbunów, Ostróg, Sarny. Sollecitato dal governo a lasciare il territorio sovietico, fr. Serafin, sorretto dalle comunità cristiane, continuò però il suo apostolato, ora divenuto illegale. Lasciata Równe si recò dapprima a Sambor e poi in Kazakistan, spostandosi successivamente in Crimea, Natale del 1961, per recarsi poi a Kiev e Leningrado dove rimase fino al 1963, quando partì per la Lettonia.

Il 6 marzo 1966 fu arrestato e condannato per “vagabondaggio” a cinque anni di esilio con destinazione Arykty e il 6 agosto successivo fu trasferito ad Arszatynsk dove lavorò presso un panificio. La sua salute, provata dalle fatiche prima pastorali e poi legate a pesanti lavori, rilegatore di libri, fuochista in un ospedale, speziale, divenne cagionevole al punto che non poté più lavorare.

Il 16 novembre 1966 fu revocato il suo esilio e poté recarsi a Celinograd dove riprese la sua attività pastorale. Il 22 dicembre dello stesso anno fu però nuovamente arrestato e condannato a 11 anni di reclusione in un ricovero per anziani, mutilati e storpi a Mala Timofijewka. Nei primi giorni di febbraio del 1967 riusciva a fuggire riprendendo il suo apostolato clandestino.

Il 7 agosto 1968, alla notizia della morte della sorella Maria, fr. Serafin cercò di fare ritorno in Polonia dove giunse solamente il 19 agosto. Dopo aver visitato Cracovia raggiunse il convento di Wroclaw dove aveva intenzione di soggiornare brevemente, ma il suo stato di salute lo trattenne in Polonia fino al 13 giugno 1970 quando, ristabilitosi ed ottenuti i permessi necessari, fece ritorno nel Kazakistan. Significativi sono due episodi di questo periodo: nella cittadina kazaka di Taincza le autorità diedero il permesso per costruire una cappella ma con l’ordine tassativo di non far mai celebrare fr. Serafin. I cristiani del posto pur di avere la chiesa e continuando ad accogliere fr. Serafin non gli permisero mai di celebrare in questo edificio. Sempre in questi anni fr. Serafin raggiunse un paesino dell’Uzbekistan poiché il sacerdote locale si era messo al seguito del Vescovo Marcel Lefebvre.

Il 19 settembre del 1977 rientrando a Leopoli dopo un viaggio a Rowne, l’autocarro sul quale fr. Serafin viaggiava insieme ad altri subì un guasto ed i passeggeri dovettero raggiungere il villaggio più vicino a piedi, in condizioni climatiche molto rigide. Fr. Serafin fu ospitato da una cattolica ucraina, ma durante la notte del 20 settembre 1977 si spense nella stanza in cui alloggiava, seduto su una sedia e riverso sul suo breviario. I funerali si tennero il 22 settembre 1977 e fu sepolto nel cimitero di Janowski a Leopoli.

Maria Lorenza Longo, 1463-1539

Maria Lorenza Longo

Le opere realizzate dalla Serva di Dio Maria Lorenza Longo, ancora oggi, dopo 500 anni danno gloria a Dio e sono segno della bontà di Dio verso i suoi figli.

Le grandi opere da lei realizzate, come l’ospedale di Santa Maria del Popolo degli Incurabili e la fondazione del protomonastero dell’Ordine delle clarisse cappuccine, intitolato a Santa Maria in Gerusalemme, sono ancora vive e illuminano di bellezza, carità, preghiera e contemplazione la Chiesa di Dio in Napoli e nel mondo.

Maria Lorenza Longo, donna catalana, nasce a Lerida intorno al 1463. Sposa Joan Llonc (Longo), valenciano, a cui diede 3 figli. Verso il 1480, viene avvelenata da una sua serva durante una festa di ballo, e diviene paralitica alle mani e ai piedi. Nel 1506, dopo un discernimento accompagnato da tanta preghiera, su consiglio di un eremita, accompagna a Napoli il marito, reggente di cancelleria del Re Ferdinando il Cattolico, che muore prematuramente nel 1509.

Secondo il suo desiderio, viene portata pellegrina al Santuario di Loreto dove miracolosamente guarisce durante una celebrazione eucaristica! Al ritorno Maria Lorenza decide di dedicarsi ai poveri e agli ammalati presso il ridotto di San Nicola al Molo. Nel 1519 su invito di Ettore Vernazza, notaio genovese e fondatore della Compagnia del Divino Amore, accoglie l’ispirazione divina di dare vita all’Ospedale degli Incurabili a Napoli che fu costruito nel sito attuale nel 1522.

Dopo 13 anni di assistenza ai malati, Maria Lorenza insieme ad altre amiche, sotto la direzione di San Gaetano da Thiene, pur desiderando recarsi in pellegrinaggio in Terra Santa accondiscese alla richiesta del Signore di fondare un monastero di vergini a Napoli. Tra innumerevoli prove, incoraggiata dal card. Andrea Matteo Palmieri, ottenne da Papa Paolo III la bolla di fondazione del Monastero di S. Maria in Gerusalemme, “Debitum Pastoralis Officii”, sotto la regola di Santa Chiara d’Assisi, le costituzioni di Santa Coletta di Corbie e norme sulla clausura da lei emanate, e così insieme a 12 sorelle emise i voti religiosi dando la possibilità a tante giovani meno abbienti di rispondere alla vocazione contemplativa! L’anno successivo il numero fu fissato a Trentarè, numero con il quale il protomonastero delle cappuccine è conosciuto fino ad oggi!

Nel 1538 il monastero fu affidato alla cura dei Cappuccini con un motu proprio del papa! Moriva nel secondo semestre del 1539. Apprezzata da papi e vescovi, come san Carlo Borromeo, la riforma cappuccina femminile si espanse in tutta Italia, Spagna Francia fino a raggiungere il nuovo mondo, con fondazione nel centro e sud America!

Ancora oggi, dopo 500 anni, il presidio ospedaliero S. Maria del Popolo degli Incurabili continua la sua attività ospedaliera e l’Ordine delle clarisse cappuccine, che la riconosce come fondatrice, conta circa 200 monasteri in tutto il mondo e circa 10 sorelle cappuccine sono state riconosciute dalla chiesa come sante e beate!

Francesca dello Spirito Santo, 1820-1882

Francesca dello Spirito Santo

Caroline Pauline nasce il 12 dicembre 1820 a Mailhac, nella regione francese della Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées, primogenita di Antoine Baron e Françoise Rose Justine Granier. Sono i genitori i suoi primi educatori alla fede e ancora piccolissima è sollecitata a spiegare il catechismo. Dal 1825 al 1830 frequenta le scuole elementari delle Suore di Notre Dame a Narbonne per passare poi a studiare dalle Suore di San Giuseppe, dette “di Lione”, a Saint-Pons: qui a dodici anni riceve la Prima Comunione.

Dopo aver ottenuto il diploma di insegnante, mossa dalla vocazione religiosa, il 24 settembre 1836 era ammessa tra le Suore di San Giuseppe. Nel settembre del 1840 emetteva la professione perpetua e contemporaneamente le era assegnato il compito d’insegnante a Montpeyroux e, visti gli ottimi risultati, nel 1847 le fu affidata la direzione della scuola più importante di Bédarieux, compito che svolse fino al 1851. I suoi successi, non solo nel campo scolastico, le attirano sospetti e calunnie di alcune suore portando il Consiglio Generale della Congregazione a decidere di incardinarla in un'altra Provincia della Congregazione e a trasferirla a Mailhac, dove fu nominata assistente e maestra delle novizie.

Nel 1856 le venne affidata la fondazione di una scuola a Lézignan vicino a Mailhac, situata in un antico monastero di Clarisse soppresse durante la rivoluzione. Lungo il percorso dalla casa alla scuola vi era una cappella che apparteneva al Terz’Ordine Francescano dove si fermava a pregare. È in questo luogo che incontrò e si nutrì della spiritualità di San Francesco d’Assisi ed iniziò a praticare con maggiore intensità la pia devozione della Via Crucis.

Dividendo il suo tempo e impegno tra il noviziato a Mailhac e la scuola a Lézignan, la Serva di Dio si attirò la simpatia delle allieve e delle famiglie, come pure la stima del clero per la sua collaborazione effettiva nella formazione dei ragazzi. Fu un successo completo, raccogliendo apprezzamenti a livello pedagogico e religioso, ma attirandosi contemporaneamente, per la novità di questo apostolato maschile, forti gelosie.

La situazione diventò così difficile e dolorosa che la Serva di Dio sentì il bisogno di parlarne con il Vescovo, Mons. Charles-Thomas Thibault che, quale superiore ecclesiastico delle Suore di San Giuseppe, le ordinò di uscire e, conservando l’abito, di andare in famiglia finché non le avrebbe dato altre indicazioni. Nel maggio 1859 Mons. Charles-Thomas Thibault la indirizzava ad un Istituto nel quale aveva svolto il suo ministero. Mentre procedeva su questa strada ebbe incontrò don Louis Faurie, parroco di Rayssac-sur-Lampy, terziario francescano che la iscrisse al Terz’Ordine Francescano e l’11 ottobre 1860, la vestì con l’abito “della Penitenza”, aggiungendo al suo nome quello di François du Saint-Esprit.

Lo stesso don Louis Faurie la fece incontrare con il gesuita padre Clément Cathary, che era in procinto di partire per il Madagascar e con il francescano osservante, padre Léon de Clary. Con il loro consiglio e l’appoggio dei Frati Cappuccini di Toulouse, la Serva di Dio si avviava a fondare una nuova Congregazione religiosa.

L’Istituto delle Terziarie Francescane di Montpellier ricette l’approvazione di Mons. Charles-Thomas Thibault il 16 dicembre 1860, autorizzando la Serva di Dio ed altre tre compagne a stabilirsi in una casa a Saint-Chinian, a partire dal 3 aprile 1861. Il 4 aprile nel giardino della nuova casa vi fu l’intronizzazione della Croce e il 5 aprile si aprì la scuola con 30 alunne. Nel 1866 la Congregazione sarà aggregata all’Ordine dei Frati Minori Cappuccini.

La Serva di Dio, nominata Superiora Generale da Mons. Charles-Thomas Thibault nel 1861, fu rieletta dai Capitoli Generali all’unanimità fino all’ultimo capitolo nel 1878. Poco dopo la celebrazione del Capitolo Generale, la Serva di Dio iniziò a manifestare dei segni preoccupanti nel suo stato di salute che allarmarono le suore e fu consigliata a prendersi un periodo di riposo e di cura a Lamalou-les-bains, ma senza alcun miglioramento. Saranno quattro anni di ripetute malattie.

La notte di Natale del 1882 assistette alla Santa Messa volendo poi incontrare personalmente tutte le suore presenti chiedendo loro di cantarle qualche canto. Al mattino ricevette gli ultimi sacramenti in piena consapevolezza morendo il 28 dicembre 1882 giorno dei santi Innocenti alle 2 del mattino.

Ultima modifica il Martedì, 31 Ottobre 2017 11:42