Curia Generalis Ordinis Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 10:39 PM CET, Dec 9, 2017

L’Unità, A Portata Di Mano

Madrid, capitale del Francescanesimo

Il VII Congresso della Scuola Superiore di Estudios Franciscanos che ha avuto luogo a El Pardo (Madrid, Spagna) nei giorni 22-24 maggio ha richiamato una nutrita partecipazione di frati francescani e suore di diversi gruppi religiosi e laici della famiglia francescana. Questo Congresso ha registrato la presenza di Marco Tasca, Ministro generale dei Frati Minori Conventuali, Michael Perry, Ministro Generale dei Frati Minori, Mauro Jöhri, Ministro generale dei Cappuccini e Tibor Kauser, Ministro Generale dell’Ordine Francescano Secolare. Inoltre erano presenti altre superiore generali delle varie famiglie religiose del TOR.

Il Congresso ha avuto inizio con la commemorazione del quinto centenario della Bolla Ite vos del Papa Leone X nel 1517, alla quale si richiamò la Bulla unionis per aver riunito sotto l’osservanza tutti i gruppi riformati. D’altro canto fu la bolla che divise definitivamente l’Ordine dei Frati Minori.

Il tema del Congresso era “Uniti per la Fraternità”. Sono stati trattati da diverse angolature spirituali le connessioni che, per la fraternità, si stabiliscono tra i frati minori. Marco Tasca trattò La fraternità francescana come tesoro comune partendo, a suo giudizio, da una passione rinnovata dalla spiritualità battesimale. Michael Perry ha esposto il tema de La comunione ecclesiale come culla della fraternità, insistendo sul posto del minore nella Chiesa che è con coloro che più soffrono per la mancanza di dignità e per la pace. E Mauro Jöhri ha parlato de L’apostolato della fraternità, che non è altro che dire all’uomo d’oggi che la fraternità umana e creaturale è possibile.

A queste tre prospettive si affiancò per contrasto l’intervento di tre pensatori laici, tre filosofi, che hanno contribuito a situare meglio la riflessione nel contesto sociale nel quale ci moviamo oggi. Francesc Torralba dissertò sui Vincoli della qualità umana, proponendo la fraternità sociale come ideale di vita cittadina. Sebastiàn Mora concretizzò questa visione nella sua esposizione su La Chiesa dei poveri, chiesa dei minori, sottolineando la relazione tra fraternità e povertà sociale. E Luis Maria Cifuentes ha proposto il tema della Fraternità e Laicità in un mondo interculturale, facendo luce su concetti sociali e politici, che può condurre a una convivenza cittadina più civile e fraterna.

Queste riflessioni furono completate con una tavola rotonda intitolata Cammini di fraternità, nella quale Juan Carlos Moya y Joaquin Agesta diedero dei suggerimenti concreti come percorsi possibili di crescita sul tema della fraternità di oggi. Mary Melone e Luca Bianchi hanno presentato al Congresso l’iniziativa in corso di una unica Università Francescana in Roma.

Il congresso ha avuto un momento speciale di distensione e di linguaggio con il dialogo Rafad Alvarez “el Brujo”, noto monologhista spagnolo, che ha presentato alcune scene della sua opera “Francesco giullare di Dio”.

Possiamo dire, data l’intensità del Congresso e la rilevanza dei suoi partecipanti, che l’esperienza di questi giorni a Madrid è stata un fatto storico per il francescanesimo della penisola. Resterà il ricordo e servirà come pungolo affinché la famiglia francescana cammini con entusiasmo sul sentiero dell’unità fraterna e sociale.

A lode di Cristo, di Francesco e di Chiara

L’UNITÀ, A PORTATA DI MANO

Il 23 maggio del 2017, con la partecipazione dei tre Ministri generali (OFM, OFM Conv., OFM Capp.) si è concluso il VII Congresso della Scuola Superiore di Studi Francescani (ESEF). Dopo aver ascoltato i tre Ministri ho avuto la certezza che l’unità delle tre obbedienze, prima o poi, comunque ci sarà. Nel loro intervento finale, i tre Ministri hanno esortato la base a prendere l’iniziativa, a “provare” nuove forme di comunità e di fraternità.

Fr. Marco Tasca, OFM Conv., ha ribadito che “parlando della fraternità, è importante avere il coraggio di tentare nuove forme di comunità. Quando in una Provincia, quattro o cinque frati, dopo un discernimento, e quindi un dialogo, chiedono di provare qualcosa di nuovo, io dico: proviamo. Che cosa può succedere? È molto importante avere questo coraggio oggi. Questo è il tempo dei tentativi. Tentiamo dunque! Che cosa abbiamo da perdere? Proviamo! Vediamo che cosa succede, ci guidiamo, stiamo vicini, ci accompagniamo… però non dobbiamo avere paura di provare! … Diceva questa mattina Sebastián Mora (segretario generale della Caritas di Spagna) che abbiamo il diritto di fallire … e se falliamo …. Pazienza! Abbiamo questa mania di voler essere sicuri al 100%…”.

La “unità”, fintanto che si cammina, è già una realtà in alcuni progetti. Come indicato da fr. Michael Perry, OFM, “da almeno tre anni abbiamo dato la libertà ad alcuni fratelli che vogliono sperimentare cose nuove, come ad esempio l’esperienza di Emmaus che inizierà a settembre, con cinque frati: due OFM , due OFM Conv. e uno della Custodia di Terra Santa”. Queste nuove esperienze non cercano di rafforzare i legami tra le obbedienze, ma piuttosto cercano di condividere missioni specifiche, come ad esempio la formazione permanente. In ogni caso, “la missione in comune” non è nulla di nuovo, come fr. Michael ha spiegato. Ad esempio, in Lusaka (Zambia) la formazione congiunta tra le tre Obbedienze avviene da almeno 25 anni alla San Bonaventure University College, per le rispettive case di formazione. “Tutte queste esperienze indicano che la storia è importante però non è determinante”, come ha ribadito Perry, riferendosi all’unità.

Da parte sua, fra Mauro Jhöri, OFM Capp., ha sottolineato che “la realtà della collaborazione è crescente. In un mondo sempre più multiculturale, sempre più in relazione, possiamo costruire tutti i muri che vogliamo… però questo non è il cammino, questo non funziona”. In questo contesto, questi “piccoli progetti significativi di vivere uniti, di affrontare le difficoltà (perché evidentemente ci sono), credo che tutto questo faccia parte di quello che lo Spirito ci sta dicendo in questo momento”.

Ponendoci la questione della realtà della penisola iberica e delle difficoltà del camminare insieme, è stato chiesto ai ministri generali come pensano di realizzare degli spazi di partecipazione e di formazione congiunta. La risposta di Fra Marco, su quale sia il cammino da seguire, è stata la seguente: “molte volte siamo noi, Ministri generali, che spingiamo perché vengano realizzate queste esperienze di comunione, e mi piacerebbe tanto, veramente tanto, che fosse la base a dirci: vogliamo fare questo … Che cosa ve ne pare? … siamo così presi dalle cose che facciamo che stiamo lasciando morire i sogni”.

In questi tempi dovremmo, come ha detto Fr. Michael, lasciare a Dio di agire liberamente: “Si parla molto della realtà, però questo non è sufficiente, questo non è il motivo principale per unificarci. Il motivo principale, secondo me, è il nostro carisma comune, la nostra identità e la nostra vocazione comune. Io non voglio bloccare la grazia di Dio, non voglio opporre ostacoli a quello che Dio desidera per il nostro futuro e, dicendo questo, non voglio bloccare la possibilità di un futuro di unità dei tre ordini. Dobbiamo aprire il cuore, io non so come potremo fare questo, però la grazia di Dio è grande”.

Di Gabriel López Santamaría in Pazybien.es: Viviendo el Evangelio al estilo de Francisco

Ultima modifica il Venerdì, 02 Giugno 2017 08:53