Curia Generalis Ordinis Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 7:46 AM CEST, May 22, 2017

Intervista con fr. John Corriveau OFMCap

In evidenza Intervista con fr. John Corriveau OFMCap

John Corriveau – Frate Minore Cappuccino, Ministro Generale dell’Ordine negli anni 1994-2006, dal 2008 è Vescovo della Diocesi di Nelson in Canada.

Quali sono stati i doni di grazia del Signore durante il suo servizio come Ministro Generale; quali sono state invece le sfide? Come andava e si sviluppava il carisma francescano dell’Ordine in quel periodo e come lo ha visto il Ministro Generale in quei tempi. Su queste domande ha risposto fra John durante l’intervista fatta a Roma nella Curia Generale dei Cappuccini nel mese di gennaio 2017.

“Siamo un Ordine di fratelli, – afferma fra John – e la nostra incarnazione della teologia della comunione si realizza nella vita fraterna. Oggi siamo diventati veramente una fraternità mondiale, questo è un grande beneficio. C’è un altro grande beneficio. Le chiese materialmente ricche sono diventate dipendenti dalle chiese povere e per i francescani dipendere dai fratelli poveri fa molto bene. (…) Servire come Ministro Generale è stato il più grande privilegio nella mia vita, perché nella tradizione francescana il Ministro Generale non è quello che comanda, ma è il successore di San Francesco. Francesco non è mai stato uno che governava gli altri. Era uno che chiamava la gente a vivere il Vangelo. (…) Ho visto un grande sviluppo del carisma in questi anni. Per esempio… niente succede in un anno. E’ cominciato con l’anno 1982, con le nuove Costituzioni. Abbiamo cominciato in quel periodo ad assimilare l’ecclesiologia del Concilio Vaticano II e a ridefinire la identità della Chiesa nel nostro Ordine nella visione della unità. (…) Noi come Ordine abbiamo anche anticipato le idee di Giovanni Paolo II. Nell’ anno 2000 nella Nuovo Millenio Ineunte al nr. 43., il Papa scrive che dobbiamo promuovere una spiritualità della comunione. Senza questa spiritualità della comunione la struttura della comunione sarebbe una maschera, non una realtà viva e reale. (…) Io penso che questo è stato veramente un autentico segno dello Spirito Santo che lavora in noi chiamandoci ad essere quelli che dobbiamo essere. E questo ha avuto tanti forti e pratici esempi nella nostra vita fraterna e nel modo in cui noi operiamo nel mondo. (…) Io penso che i Cappuccini possono riscoprire il nostro carisma nel mondo vivendolo. San Francesco non ha cominciato con un concetto. San Francesco ha cominciato con la sua relazione con Gesù Cristo. La sua relazione con Gesù, la sua relazione con il Padre. Questo lo ha portato ad abbracciare la vita fraterna. La vita fraterna è stata sempre per lui un impegno graduale ed è cosi e anche per noi. Facciamolo giorno per giorno, poi lo facciamo attraverso la relazione con la nostra gente. Noi non sviluppiamo il nostro carisma per la gente. Noi sviluppiamo il nostro carisma vivendolo tra di noi e con la gente e il mondo che ci circonda. La fraternità non è un concetto. E’ una realtà che vive. (…) Noi non siamo delle fraternità isolate. Noi apparteniamo ad una grande fraternità mondiale di fratelli. (…) Nessuna cultura ha la risposta assoluta. La risposta arriva attraverso l’ascolto dell’ altro e cosi il nostro carisma continuerà a svilupparsi e a fiorire nel mondo. Però questo non è il nostro lavoro è il lavoro dello Santo Spirito che sta agendo dentro di noi, portando la vita di Gesù Cristo nella visione di San Francesco. Ed io credo che questo stia succedendo. E credo che questo continuerà, perché è fuori di noi, è un lavoro dello Spirito Santo dentro di noi. (…) Sto vivendo la mia vocazione come vescovo per ciò che sono. (…) Sto cercando di essere fedele alla chiamata continuando ad essere un frate. Credo che questo sia il mio compito. Portare la mia faccia di frate nell’assemblea episcopale. Questa è la mia vocazione di essere frate nei diversi modi. (…) Ed alla fine… continuare a vivere la fraternità nel mondo. Quando viviamo nella dinamica di relazione tra di noi, la Trinità è un mistero della relazione Divina e ci chiama sempre alla relazione più profonda tra di noi. Più noi entriamo in relazione tra di noi e il mondo attorno a noi, più in profondità entriamo nel mistero di Dio. Allora continuiamo a sviluppare questo dono perchè il nostro Ordine sia una fraternità che viva secondo il Vangelo nel mondo.”

Ultima modifica il Sabato, 18 Febbraio 2017 17:51