Ordo Fratrum Minorum Capuccinorum

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updated 10:09 AM CEST, Oct 21, 2020

L’omelia di Fra. Raniero Cantalamessa per i Consiglieri Internazionale della Formazione

Fra. Raniero Cantalamessa ha presieduto, nella mattinata di giovedì 15 marzo, la santa messa nella cappella della Curia generale.

Prendendo spunto dal Vangelo del giorno tratto da Giovanni, ha precisato che le parole riferite dall’evangelista racchiudono perfettamente il messaggio che Gesù ha lasciato ai suoi dopo la sua risurrezione, al di là della precisione dei termini che realmente ha pronunciato il Signore, in quanto quell’ “altro che dà testimonianza di me” (Gv 5,32) è proprio lo Spirito Santo, inviato dal Padre dopo l’evento pasquale; quello stesso Spirito che ha illuminato Giovanni nella stesura del quarto Vangelo.

Riagganciandosi, poi, al brano dell’Esodo riguardante l’episodio del vitello fuso (cf. Es 32,7-14), il nostro confratello ha mostrato come Mosè abbia preso, in realtà, le difese del popolo, mettendosi contro Dio e il suo desiderio di punire gli Israeliti infedeli alla sua alleanza, dimostrandosi così un vero pastore e una guida sapiente e amorevole, tanto che “il Signore si pentì del male che aveva minacciato di fare al suo popolo” (Es 32,14). Sulla base di questi esempi offerti dalla liturgia odierna, Cantalamessa ha concluso con un’esortazione: “Quando preghiamo, noi parliamo, parliamo, parliamo... eppure la nostra preghiera al Padre dovrebbe essere come quella di Mosè e, ancor più, di Gesù: libera da ogni schema, appassionata, capace di dire le cose anche in modo forte e critico nei suo confronti, ma sempre fatta nella consapevolezza che Lui è il Creatore e noi siamo sue creature”.

Fra. Mauro Scoccia Ofm Cap