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	<title>Causas extra-orden Archives - Frati Minori Cappuccini</title>
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	<title>Causas extra-orden Archives - Frati Minori Cappuccini</title>
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		<title>Giulia Gabrieli (Prot. N. 3417)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Mar 2022 22:48:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giulia Gabrieli Bergamo 3 marzo 1997 – 19 agosto 2011. Fin da piccola Giulia evidenzia un carattere molto aperto, socievole, determinato ed una particolare attenzione verso il prossimo.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Giulia Gabrieli Bergamo 3 marzo 1997 – 19 agosto 2011.</p>
<p style="text-align: justify;">Fin da piccola Giulia evidenzia un carattere molto aperto, socievole, determinato ed una particolare attenzione verso il prossimo. Inizia il suo percorso didattico alla scuola materna dell’Istituto Palazzolo delle suore Poverelle che la porterà a frequentare, sempre all’interno dell’Istituto, anche la scuola primaria. Giulia si fa apprezzare anche dalle sue catechiste in parrocchia, San Tomaso Apostolo in Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;">A seguito di una serie di esami sanitari nel 2009, le viene diagnosticato un tumore particolarmente aggressivo: il rabdomiosarcoma alveolare. A settembre dello stesso anno inizia la chemioterapia che la costringe a lasciare la scuola, sostituita dalle lezioni domiciliari e dalla scuola in ospedale, presso l’allora Ospedale Riuniti di Bergamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad agosto 2010, dopo un anno di cure, un esame strumentale rivela purtroppo una recidiva: il tumore è tornato. A settembre si riparte con la chemioterapia. Nell’ottobre 2010 si fa pellegrina a Medjugorie, un viaggio fortemente voluto da Giulia, che nella preghiera troverà la forza e la capacità di affidarsi alla volontà del Padre. Il 3 marzo 2011, nel giorno del suo compleanno, Giulia effettuerà un secondo pellegrinaggio a Medjugorie, chiesto come regalo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel giugno 2011 supera l’esame di terza media ottenendo 10 e lode. Esame sostenuto a casa con la presenza di tutti i suoi professori che ne lodano l’impegno. Nel frattempo Giulia aveva iniziato a lavorare ad un libro e a testimoniare in pubblico quando le era accaduto incontrando soprattutto suoi coetanei. Nel luglio del 2011 scrive senza nessuno che l’aiuti, la Coroncina di Puro Ringraziamento. Dice: nelle preghiere ci sono sempre richieste al Signore, io voglio dire solo Grazie Signore!</p>
<p style="text-align: justify;">La sera del 19 agosto 2011, al termine della Via Crucis della GMG di Madrid, dove il giorno prima mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, aveva tratteggiato la sua esperienza offrendola ai giovani quale esempio, Giulia moriva, terminando la sua personale Via Crucis. Il suo libro “Un gancio in mezzo al cielo” e la sua una video-testimonianza fanno conoscere la storia di Giulia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana si è svolta a Bergamo dal 7 aprile 2018 al 12 settembre 2021. È in corso la stesura della Positio.</p>
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		<title>Suzanne Aubert (Prot. N. 2540)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/suzanne-aubert-prot-n-2540/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:46:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Suzanne Aubert nasce a St. Symphorien-de-Lay (Francia) il 19 giugno 1935 e muore a Wellington (Nuova Zelanda) il 1 ottobre 1926, meglio conosciuta con il suo nome da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Suzanne Aubert nasce a St. Symphorien-de-Lay (Francia) il 19 giugno 1935 e muore a Wellington (Nuova Zelanda) il 1 ottobre 1926, meglio conosciuta con il suo nome da religiosa suor Mary Joseph o Madre Aubert. Nel 19860 giunge missionaria in Nuova Zelanda, dedicandosi all’educazione dei Maori fondando la Congregazione della Sacra Famiglia. Nel 1885 apre una casa 1885 per gli orfani e i più bisognosi a Gerusalemme (Nuova Zelanda) presso il fiume Whanganui. Nel 1892 fonda l’Istituto religioso della Figlie di Nostra Signora della Compassione. Successivamente fonderà due ospedali a Wellington e la prima casa per gli incurabili dedicata a San Giuseppe, 1900. Nel 1907 fond la casa di Nostra Signora della Compassione.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana per la sua beatificazione si svolge Wellington dal 19 aprile al 4 luglio 2004. Il decreto di Venerabilità porta la data del 1 dicembre 2016. Venerabile.</p>
<p style="text-align: justify;">È stato presentato alla Congregazione delle Cause dei Santi un fatto straordinario. Preparato il Summarium si è in attesa del giudizio dei due Periti d’Ufficio nominati dalla Congregazione.</p>
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		<title>Pietrino di Natale (Prot. N. 3419)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/pietrino-di-natale-prot-n-3419/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:45:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce a Teramo il 10 dicembre 1966 e muore improvvisamente a Silvi il 20 agosto del 1984, all’età di 17 anni e 10 mesi circa, annegando in mare.&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nasce a Teramo il 10 dicembre 1966 e muore improvvisamente a Silvi il 20 agosto del 1984, all’età di 17 anni e 10 mesi circa, annegando in mare. Orfano di padre viene battezzato il giorno dopo la nascita, l’11 dicembre del 1966, prendendo proprio il nome del papà, con un diminutivo. La mamma, gli zii, i nonni, e tutto il piccolo paese di Ornano Piccolo (Comune di Colledara, Provincia di Teramo, Diocesi di Teramo-Atri) lo custodiscono nell’amore e nell’affetto. All’età di dieci anni riceve il Sacramento della Prima Comunione il 22 agosto del 1976. Nel 1977, grazie alla presenza di don Giovanni D’Annunzio e di don Gianfranco De Luca, nella vicina Tossicia, assiste alla nascita del Movimento Diocesano dei Focolarini di Teramo e farà sua la consegna al Vescovo di Teramo-Atri Mons. Abele Conigli di “incendiare” d’amore tutti i giovani della Diocesi. L’anno successivo partecipa al primo campo-scuola e al termine del campo-scuola, riceverà la Cresima il 27 agosto 1978. Nella quotidianità, attraverso l’attenzione costante agli altri, impara a morire a sé stesso per lasciare vivere Gesù: è l’allenamento dell’anima a dare la vita. Dio gliela chiede il 20 agosto 1984, mentre è al mare con gli amici.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana è stata aperta a Teramo il 10 dicembre 2018.</p>
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		<title>Maria Santa Chiara (Maria Virginia) Vaslin (Prot. N. 2859)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/maria-di-santa-chiara-maria-virginia-vaslin-prot-n-2859/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:45:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marie-Viginie nacque il 28 aprile 1820 a Vancé (Francia), diocesi di Mans. Ricevette il battesimo il giorno dopo, 29 aprile 1820 nella chiesa parrocchiale di Vancé. Poco dopo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Marie-Viginie nacque il 28 aprile 1820 a Vancé (Francia), diocesi di Mans. Ricevette il battesimo il giorno dopo, 29 aprile 1820 nella chiesa parrocchiale di Vancé. Poco dopo la morte della madre Alexis Vaslin contrarrà matrimonio con Anne-Marie Chesneau e Marie-Virgine, di salute fragile e secondo la matrigna incapace di dare un contributo economico alla famiglia, viene mandata dai coniugi Dagoreau come guardiana delle pecore. Il 17 gennaio 1839 raggiungeva le suore della Provvidenza del Sacro Cuore di Gesù a Saint-Remy d’Auneau nella diocesi di Chartres. Dopo il periodo di prova iniziava il noviziato il 10 febbraio 1840 prendendo il nome di suor Provvidenza. L’estrema povertà vissuta dalle suore le costrinse ad inviare alcune di loro a Chartres per guadagnarsi da vivere. È in questa occasione che suor Provvidenza diventa infermiera servendo i malati, soprattutto benestanti e ricchi, a casa loro. Nel frattempo cambia l’indirizzo carismatico delle Suore della Provvidenza del Sacro Cuore di Gesù che lasciano la vita comune strettamente intesa e si dedicano all’assistenza retribuita dei malati a domicilio, assumendo il nuovo nome di Suore del Buon Soccorso di Chartres. Suor Provvidenza però non si sente più al suo posto, le manca la vita comune, di preghiera e di lavoro in fraternità. Con il consenso dei Superiori, il 7 maggio 1845, lascia le suore ora del Buon Soccorso. Lasciata Chartres, Marie-Virginie vorrebbe fare ritorno al suo paese natale per un momento di riposo, ma inaspettatamente una richiesta più in sintonia con i suoi desideri gli viene offerta dal Rifugio del Buon Pastore di Tour. Qui Marie-Virginie è al servizio delle donne provate dalla vita. Qui si ammala e dopo una visione mistica, allorquando è dimessa dall’ospedale, la Serva di Dio fa ritorno a Vancé dove incontra p. Julien Gauthier, missionario del Sacro Cuore. Da questi guidata e consigliata Marie-Virginie parte per Blois a servizio di un medico benestante che le lascerà anche del tempo per dedicarsi alla fondazione della sua Opera e della Congregazione. Il 10 ottobre 1852 affitta una mansarda e inizia ad accogliere le giovani donne che sono a servizio nella grandi e ricche famiglie e che hanno perso il posto di lavoro. Fonda così l’Opera delle Domestiche. Malgrado gli ostacoli, le critiche e i giudizi non favorevoli Marie-Virginie riuscirà a vincere le esitazioni del Vescovo di Blois, Mons. Pallu du Parc perché accetti la professione delle prime due “Serve di Maria”. Era il 25 marzo 1856. La nuova fondazione che ha adottato la Regola del Terz’Ordine Francescano sotto la guida di p. Amboise de Bergerac, consigliere della Provincia dei Frati Minori Cappuccini di Francia. Il 17 settembre 1864 viene riconosciuta ufficialmente come Congregazione delle Suore Francescane Serve di Maria. Suor Virginie prende il nome di Madre Marie Sainte Claire e nell’ottobre 1866 rinuncia al servizio di Superiora Generale. A quel momento l’Istituto conta 4 case: Blois, Mans, Tours, Bourges. Ritiratasi a Vancé, viene richiamata a Blois dalla nuova Superiora Generale. Qui trascorre gli ultimi tre mesi della sua vita. Muore il 10 ottobre 1873.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana è chiusa a Blois il 30 settembre 2017. La Congregazione delle Cause dei Santi emette il decreto di validità il 23 marzo 2018. Nel mese di settembre 2021 è stata consegnata in Congregazione la Positio per la discussione al Congresso dei Consultori Storici che si terrà il 10 maggio 2022.</p>
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		<title>Helder Pessoa Câmara (prot. N. 3177)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/helder-pessoa-camara-prot-n-3177/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:44:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Helder Pessoa Câmara nasce a Fortaleza (Brasile) il 7 febbraio 1909, undicesimo di tredici figli. Il padre, João Eduardo Torres Câmara Filho, libraio, decise di battezzarlo con questo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Helder Pessoa Câmara nasce a Fortaleza (Brasile) il 7 febbraio 1909, undicesimo di tredici figli. Il padre, João Eduardo Torres Câmara Filho, libraio, decise di battezzarlo con questo nome scoprendo che si trattava di un piccolo porto nel Nord dell’Olanda, La madre, Adelaide Pessoa Câmara, era insegnante di scuola elementare. Ordinato sacerdote il 15 agosto 1931 a Rio de Janeiro, nel 1932 aderì all’Azione integralista brasiliana, un movimento politico che, nonostante il suo pensiero vicino a quello sociale-cristiano, nelle manifestazioni esterne riprendeva simboli ed emblemi del fascismo italiano. Nominato vescovo ausiliare di Rio de Janeiro il 3 marzo 1952. Fonda la Banca della Provvidenza di San Sebastiano, che assisteva i poveri e gli emarginati. Sempre a Rio, organizzò il XXXVI Congresso Eucaristico Internazionale e la Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani (CNBB), della quale fu attivissimo segretario. Partecipò al Concilio Vaticano II. Fu anche fra i fautori di quella che sarebbe stata poi chiamata “l’opzione preferenziale per i poveri”. Il 12 marzo 1964 Papa Paolo Vi lo nomina arcivescovo di Olinda-Recife. A causa del suo impegno sociale e della denuncia delle torture della polizia, viene minacciato e osteggiato durante la dittatura militare brasiliana. Al compimento del 75° anno di età, il 2 aprile 1985. Muore a Recife il 27 agosto 1999.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana si è svolta a Refice dal 3 maggio 2015 al 19 dicembre 2019. Il 5 settembre sono stati presentati alla Congregazione delle Cause dei Santi gli Atti dell’Inchiesta. Si è in attesa della validità giuridica.</p>
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		<item>
		<title>Giovanna Maria Battista Solimani (Prot. N. 2778)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/giovanna-maria-battista-solimani-prot-n-2778/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:43:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Maria Antonia Felice Solimani nacque nel territorio parrocchiale di S. Martino d’Albaro il 12 maggio 1688 e fu battezzata il 16 maggio 1688. A 15 anni emise il&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Maria Antonia Felice Solimani nacque nel territorio parrocchiale di S. Martino d’Albaro il 12 maggio 1688 e fu battezzata il 16 maggio 1688. A 15 anni emise il voto privato di castità. Nel 1723 guarì istantaneamente da una dolorosa malattia. A Moneglia nel 1734, fonda il primo Monastero delle Romite di San Giovanni Battista. Nel febbraio 1737 la Serva di Dio trasferì la comunità a Genova. La regola fu approvata dal papa il 23 gennaio 1744. Nel frattempo venne proposto alla Serva di Dio l’acquisto di una villa posta in Salita dei Cappuccini che, pur essendo vicino al centro della città. Il primo settembre 1745, le Monache, dopo quindici anni di peregrinazioni trovarono il loro luogo definitivo. Nell’anno successivo, il 20 aprile del 1746 il nuovo Arcivescovo di Genova, Giuseppe Maria Saporiti, presenziò alla “vestizione” della Fondatrice e delle prime dodici Compagne. In quella occasione Maria Antonia assunse il nome di Giovanna Maria Battista. Da sempre animata dal desiderio della conversione degli infedeli, si sentì ispirata alla fondazione di un ramo religioso maschile, dando vita, nel 1750, ai Romiti di San Giovanni Battista. Il 22 settembre 1753, papa Benedetto XIV emanò il breve di approvazione ponendo l’Istituto alle dipendenze della Congregazione de Propaganda Fide. Il primo gruppo di battistini fu inviato in Bulgaria nel 1755. La Congregazione fu dissolta dalle leggi napoleoniche del 1810 e i successivi tentativi di restaurarla non ebbero successo. All’inizio della Quaresima del 1758 Madre Giovanna Maria Battista predisse alle sue Figlie che dopo otto giorni sarebbe stata colpita da una malattia che l’avrebbe portata alla morte; così avvenne. Morì il Sabato 8 aprile 1758 intorno alle cinque del pomeriggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Il 24 luglio 1768 si diede inizio al Processo Ordinario o Informativo super fama sanctitatis vitae, virtutibus et miraculis chiuso il 22 agosto 1779. Pio VI il 7 gennaio 1774 concedeva il decreto di Introduzione della Causa. Si poterono così celebrare i Processi Apostolici di Genova, dall’11 maggio 1784 al 21 luglio 1787, e di Roma dal 6 agosto 1785 all’8 gennaio 1786. Previamente era stato celebrato, con esito positivo il processo de non cultu. Più complessa fu la celebrazione del Processo sugli scritti della Serva di Dio che si concluse con il decreto di approvazione di Pio VI emesso il 23 maggio 1795. Nel frattempo la rivoluzione francese, la salita al trono di Napoleone Bonaparte, la soppressione degli Ordini religiosi, i moti che portano all’unità d’Italia, la prima e la seconda guerra mondiale nonché le difficoltà economiche delle Romite Battistine, rallentarono il percorso della Causa. Essa fu ripresa con l’Inchiesta diocesana di Genova che si tenne dal 25 giugno 2002 all’8 aprile 2008. Gli Atti dell’Inchiesta diocesana furono portati a Roma ricevendo il decreto di Validità giuridica il 19 giugno 2012. Preparata la Positio, essa è passata al giudizio dei Consultori storici, il 12 ottobre 2016 e successivamente a quello dei Consultori Teologi, il 19 febbraio 2019 ed infine, i Cardinali e i Vescovi nella Sessione Ordinaria del 5 novembre 2019 hanno riconosciuto che la Serva di Dio, Giovanna Maria Battista Solimani, ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse. Il Santo Padre il 28 novembre 2018 ha autorizzato la firma del Decreto super virtutibus et fama sanctitatis. VENERABILE</p>
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		<item>
		<title>Francesco Caruso (Prot. N. 2226)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/francesco-caruso-prot-n-2226/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:39:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Antonio Nicola Caruso nacque a Gasperina (Catanzaro), il 7 dicembre 1879. Nutrì fin da giovinetto il desiderio di diventare sacerdote, ma le difficoltà economiche della famiglia non&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Francesco Antonio Nicola Caruso nacque a Gasperina (Catanzaro), il 7 dicembre 1879. Nutrì fin da giovinetto il desiderio di diventare sacerdote, ma le difficoltà economiche della famiglia non ne permisero l’immediata realizzazione. All’età di venti anni, nel 1900, domandò di essere accolto nel Seminario di Squillace, ma i Superiori non lo accettarono immediatamente. Ricevette l’ordinazione sacerdotale il 18 aprile 1908 per la mani del nuovo Vescovo della diocesi, Mons. Pietro Di Maria. Il 14 aprile 1909 fu nominato Parroco di Sellia Superiore e nell’ottobre del 1912, il Vescovo lo chiamò all’ufficio di Rettore del Seminario Vescovile di Catanzaro, incarico che esercitò fino al 1919. Il 14 dicembre 1919 Mons. Giovanni Fiorentini lo nominò Padre Spirituale del Seminario. L’11 giugno 1923 venne nominato Canonico Penitenziere della Cattedrale di CatanzaroIl confessionale diventerà l’altare del sacrificio della sua vita. Le energie di bene le indirizzò anche verso finalità sociali-religiose a vantaggio dei minori abbandonati e delle vittime della guerra, i cui devastanti effetti si sentirono specialmente dopo il terribile bombardamento del 27 agosto 1943 su Catanzaro.Morì la mattina del 18 ottobre 1951, da tutti riconosciuto come un santo per la sua pietà, la sua rettitudine, la sua prudenza e la sua bontà. I suoi resti mortali riposano nella Chiesa parrocchiale di Gasperina.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana si svolse dal 13 settembre 1998 al 12 ottobre 2012. Il 15 novembre 2013 la Congregazione delle Cause dei Santi ha emesso il Decreto di Validità giuridica. Preparata la Positio, si è discusso secondo la consueta procedura se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 1° ottobre 2019 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 10 marzo 2020 hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse. Il Santo Padre il 5 maggio 2020 ha autorizzato la firma del Decreto super virtutibus. Venerabile</p>
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		<title>Enrico Videsott (Prot. N. 3204)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/enrico-videsott-prot-n-3204/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:38:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Don Enrico nasce il 3 luglio 1912 a Mantana, una piccola frazione del comune di San Lorenzo di Sebato nei dintorni di Brunico (Alto Adige/Südtirol). Fu ordinato sacerdote&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Don Enrico nasce il 3 luglio 1912 a Mantana, una piccola frazione del comune di San Lorenzo di Sebato nei dintorni di Brunico (Alto Adige/Südtirol). Fu ordinato sacerdote nel 1937 e di lì svolse il suo ministero, prima come cappellano poi come parroco, in varie sedi della diocesi di Bressanone, per concludere il suo ufficio a La Valle in Val Badia, dove guidò la sua parrocchia come pastore esemplare, premuroso ed amorevole per 35 anni, fino alla sua morte il 9 dicembre 1999. Don Enrico si distinse sempre per la sua profonda partecipazione ai bisogni della sua gente e per il soccorso ad ogni loro necessità materiale e spirituale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana aperta a Bolzano il 2 febbraio 2016 si è chiusa a La Valle il 3 novembre 2019, Portati gli Atti a Roma si è in attesa della Validità giuridica.</p>
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		<title>Edmond Michelet (Prot. N. 2697)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/edmond-michelet-prot-n-2697/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:08:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Edmond Michelet nasce a Parigi l&#8217;8 ottobre 1899, secondo di cinque figli. Fu rimosso dalla scuola elementare pubblica dopo che aveva risposto all’insegnate che il più grande benefattore&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Edmond Michelet nasce a Parigi l&#8217;8 ottobre 1899, secondo di cinque figli. Fu rimosso dalla scuola elementare pubblica dopo che aveva risposto all’insegnate che il più grande benefattore dell&#8217;umanità era Gesù Cristo. Il 14 gennaio 1918, durante la prima guerra mondiale si arruola volontariamente e inviato a Brive, dove conosce Marie Vialle, che sposò il 15 febbraio 1922. Membro dell&#8217;azione francese fino a quando Pio XI non condannò tale movimento. Dal 1922 al 1925 è a Pau, dove lavorò con suo padre. Nel 1926, si trasferì come agente di vendita e mediatore giurato a Brive, con la sua famiglia. È l&#8217;iniziatore di molte attività letterarie, educative e di beneficenza: la gioventù cattolica di Corrèze, le squadre sociali, il circolo Duguet, le nuove squadre francesi, l&#8217;embrione della democrazia cristiana. Quando scoppiò la seconda guerra nel settembre, nel 1939, aiutò i rifugiati. Rifiutò l&#8217;armistizio del giugno 1940 diventando in seguito membro della resistenza. Denunciato fu arrestato dalla Gestapo il 25 febbraio 1943, mentre si preparava, come tutti i giorni, ad andare alla messa. Il 15 settembre 1943 è deportato a Dachau. Nel marzo 1945 accetta di rappresentare la Francia nel Comitato internazionale del campo di concentramento. Il 18 luglio 1945, il Movimento di liberazione nazionale francese lo designò come membro dell&#8217;Assemblea consultiva provvisoria. Fu successivamente: eletto deputato nella prima assemblea costituente (21 ottobre 1945) e successivamente nominato ministro degli eserciti (1945-1946). Dal 1954 al 1957 è senatore e allo stesso tempo delegato francese alle Nazioni Unite. Dal 9 giugno 1958 fu ministro degli affari dei veterani e delle vittime della guerra nel governo Charles de Gaulle (giugno 1958-gennaio 1959), poi ministro della giustizia nel governo Michel Debré (gennaio 1959- Agosto 1961). Il 24 agosto 1961, si dimise dal governo. Nel febbraio 1962, fu nominato per nove anni membro del Consiglio costituzionale. Nel giugno del 1963, dopo l&#8217;indipendenza dell&#8217;Algeria, fu il presidente fondatore dell&#8217;associazione Francia-Algeria. Dal 1967 al 1970 assume altri incarichi governativi. Il 9 ottobre 1970, muore a Marcillac, comune di Brive, nella sua casa di famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">L’Inchiesta diocesana si è svolta a Tulle dal 16 settembre 2006 al 14 febbraio 2015. Ottenuto il decreto di validità giuridica, 21 ottobre 2016 è in corso l’allestimento della Positio.</p>
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		<title>Antonio Rubbi (Prot. N. 3407)</title>
		<link>https://www.ofmcap.org/es/antonio-rubbi-prot-n-3407/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Przemyslaw Piatek]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2020 14:05:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Causas extra-orden]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nasce nel 1693 (non si conosce il giorno) nella bergamasca. Ordinato prete nel 1718, prima è cappellano alle Tre Fontane di Zogno, poi vice parroco a Poscante e&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nasce nel 1693 (non si conosce il giorno) nella bergamasca. Ordinato prete nel 1718, prima è cappellano alle Tre Fontane di Zogno, poi vice parroco a Poscante e nel 1727 è nominato parroco di Monte di Nese dove rimane fino al 1740, cioè fino a quando è nominato prevosto di Sorisole. Qui resta per ben 45 anni e qui muore il 15 marzo 1785, alla soglia dei suoi 92 anni.</p>
<p style="text-align: justify;">Si distingue subito come prete del confessionale. Le invidie e le malelingue lo accusano davanti al Vescovo che gli vieta di benedire, agosto 1772. Obbedisce, ma nemmeno tre mesi dopo lo stesso vescovo riconoscendo infondate e calunniose le denunce lo riabilita. È guardato sempre con sospetto sia dai giansenisti perché accorda l’assoluzione con troppa misericordia e ritengono semplici superstizioni le sue benedizioni, sia dai medici che guardano con diffidenza gli empirici rimedi con cui cerca di mascherare gli effetti prodigiosi delle sue benedizioni, perché non si capisse che i “miracoli” sono la firma di Dio su quella vita semplice e buona. Un giorno del 1773 il prevosto santo, come era chiamato, si vede recapitare una serie di preziosi paramenti sacri, donatigli dalla duchessa di Parma Maria Amalia d’Asburgo, ritenuta sterile ed invece diventata madre grazie ad una delle sue solite benedizioni: segno evidente che la sua fama ha ormai sconfinato, grazie anche a fatti prodigiosi come l’acqua sgorgata dalla roccia percossa con il suo bastone, la suora guarita “a distanza” semplicemente toccando un indumento che gli era stato presentato, singoli viandanti e intere popolazioni scampate a pericoli e incendi, malati misteriosamente guariti all’istante dopo che erano stati dati per spacciati dai medici. “Mi pare siano tornati i tempi di Gesù Cristo e delle sue prodigiose guarigioni in persone di tutte le nazioni vicine, confinanti con la Galilea!”, dice di lui papa Clemente XIV. Per questo, a distanza 234 anni dalla morte, la Chiesa di Bergamo ha introdotto la Causa di beatificazione, la cui prima Sessione dell’Inchiesta diocesana si è celebrata il 19 gennaio 2019.</p>
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