7 CPO
LA NOSTRA VITA FRATERNA IN MINORITÀ
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VI CPO
Storia del CPO
   
PREPARAZIONE - TRACCE PER LA RIFLESSIONE
 

Il Definitorio generale ha proposto alla Commissione preparatoria del VII CPO alcuni punti per la riflessione:

a) Riferimento e continuità con il VI CPO “Vivere la povertà in fraternità”

  • Fondamento e modello della nostra minorità è Gesù Cristo, il Verbo di Dio, “che spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e facendosi obbediente fino alla morte di Croce” (Fil 2, 7s; cfr. VI CPO, Prop. 1; Test 19-21, FF 117);
  • Come evidenziare la continuità e lo sviluppo con il VI CPO “L'ideale evangelico della povertà comporta per Francesco una scelta di minorità” (Prop. 3);
  • Il rinnovato senso di fraternità e la situazione sociale ci invitano a considerare la minorità soprattutto dal punto di vista comunitario-istituzionale-strutturale, in continuità con il VI CPO (Prop. 4).

b) In un mondo che si edifica sull'autodeterminazione e il potere, come fare della minorità evangelica una valida alternativa?

  • Cosa implica oggi per noi “Essere servi e soggetti ad ogni creatura per amore di Dio” (2Lf 47, FF 199; Anper);
  • Cosa comporta l'invito ad “Essere pellegrini e forestieri in questo mondo” (Rb VI, FF 90);
  • Per vivere autenticamente la fraternità e la povertà Francesco fece ai suoi tempi scelte significative. Quali scelte personali e istituzionali oggi si impongono per avere significatività evangelica nell'ambito della minorità? (cfr. VI CPO Prop. 6).

c) Quale influsso ha la minorità sull'edificazione della fraternità evangelica?

  • “Tutti i frati non abbiano alcun potere o dominio soprattutto fra di loro. E nessuno sia chiamato priore, ma tutti allo stesso modo siano chiamati frati minori. E l'uno lavi i piedi all'altro” (Rnb VI, FF 23). Nessun privilegio può instaurarsi tra veri fratelli (cfr. Spe 39, 40, FF 1725, 1726);
  • L'autorità esercitata come servizio: “I frati che sono ministri e servi degli altri frati… infatti così deve essere che i ministri siano servi di tutti i frati” (Rb X, FF 100, 102). Libertà interiore verso le cariche (cfr. LegP. 83, FF 1639);
  • Capacità di alternanza nei servizi e distacco da ogni appropriazione di autorità: “Nessun ministro o predicatore consideri sua proprietà il ministero dei frati o l'ufficio della predicazione, ma in qualunque ora gli fosse ordinato, lasci, senza protesta, il suo incarico” (Rnb XVII, FF 46; Am 4, FF 152);
  • “La grazia di lavorare” un modo efficace di vivere da minore (VI CPO Prop. 14).

d) La nostra minorità nella chiesa

  • Cosa implica l'espressione di Francesco “Siano (i frati) sempre sudditi e soggetti alla santa Chiesa”(Rb XII, FF 108s; LegP 115, FF 1674);
  • Rivedere l'assunzione e la gestione di impegni istituzionali nella Chiesa (cfr. Cel 148, FF 732) e l'esercizio del ministero ordinato;
  • Un riflessione sulla minorità è il luogo più appropriato per considerare le nostre relazioni con le altre chiese cristiane e con le altre religioni(cfr. Rnb XVI, FF 43).
 
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