7 CPO
LA NOSTRA VITA FRATERNA IN MINORITÀ
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NOTIZIE, 6-7 marzo
 
Dope la liturgia e la colazione, i frati hanno trascorso tutta la mattina nei diversi gruppi di CPO7MassMar6lavoro nelle sale loro assegnate: sala Pasquale Rywalski, Marco d'Aviano, Solanus Casey e Alejandro Labaca. Hanno dialogato sulle due presentazioni sul potere e la minorità cappuccina. Al termine della mattina si sono riuniti in sessione plenaria. I segretari dei gruppi hanno presentato il risultato del rispettivo lavoro. Due temi fondamentali sembrano emergere dai gruppi di lavoro: 1) che abbiamo potere e che non è possibile eliminarlo del tutto nell'Ordine; 2) che dobbiamo continuare a ricercare nuovi modi di esercitare il potere nell'Ordine nello spirito della nostra minorità secondo l'esempio di Gesù e di Francesco. Nel pomeriggio alcuCPO7Portiunculani partecipanti hanno fatto un breve pellegrinaggio alla piccola chiesa della Porziuncola, dove il Poverello di Assisi fondò l'Ordine dei Frati minori nel 1209. Francesco amava questo luogo. Durante il suo soggiorno che vi fece, servì i lebbrosi e gli esclusi dalla società. Durante quel tempo cominciò a frequentare la piccola cappella di S. Maria degli Angeli, conosciuta anche come Porziuncola (che significa "particella di terreno"). E lì morì il 3 ottobre 1226
Dopo la prima settimana di lavoro per gli stanchi delegati non c'è stato un fine settimana di sole. Nevicate sulle alture della Toscana ci hanno forzato a cancellare il pellegrinaggio a La Verna (dovCPO7CortonaStreete san Francesco nel 1224 ricevette le stimmate) e a Montecasale (un eremo dei tempi di san Francesco e attualmente casa di preghiera della Provincia toscana dei Cappuccini). Invece Claudio Iacopi, il leggendario proprietario e autista della corriera con tromba, ci ha portati a Cortona, a circa 70 km. da Assisi. Qui abbiamo prima visitato la Chiesa di San Francesco, costruita da fra Elia, nativo proprio di Cortona, Ministro generale dopo san Francesco e costruttore del Sacro Convento di Assisi con la triplice chiesa sulla tomba di Francesco. Siccome nella chiesa si stanno facendo restauri, non abbiamo potuto visitare la tomba di fra Elia, un uomo senz'altro di rilievo, ma su cui si è non poco malignato durante la storia. Morì 750 anni fa, nel 1254.
CPO7CortonaCathedralNelle Cattedrale ( per due anni fr. Flavio Roberto Carraro è stato vescovo di Arezzo-Cortona-San Sepolcro prima di essere trasferito alla assai più grande diocesi di Verona nel nord Italia ) un entusiastico parroco ci ha dato una ricca descrizione dei molti santi raffigurati e venerati nella chiesa. L'adiacente museo diocesano ha una straordinaria collezione di famosi dipinti di Luca Signorelli e di Fra Angelico.

Abbiamo poi celebrato l'Eucaristia nel nostro convento de Le Celle, a pochi chilometri fuori della città. Le Celle è il primo convento francescano nel mondo, come ha fatto notare fr. Luciano Baffigi, un cappuccino che abita in quel convento. San Francesco visitò quel luogo solitario posto su una ripida china del monte nel 1211 e vi fece costruire un piccoloCPO7CortonaCelle "luogo". Si dice che vi scrivesse il suo Testamento durante la sua ultima visita pochi mesi prima della morte. Dopo un abbandono durato lungo tempo, la popolazione offrì il luogo ai Cappuccini, che lo hanno abitato dal 1537. Per secoli è stato noviziato della Provincia Toscana. Attualmente è casa di preghiera, luogo di CPO7CortonaCellautentico silenzio e raccoglimento. Abbiamo visitato l'oratorio e la cella di san Francesco, il piccolo convento edificato da fra Elia, il corridoio del noviziato con le suo 20 minuscole cellette, davvero evocative dei primordi del nostro Ordine.

La pioggia ci ha accompagnati tutto il giorno, ma un buon pranzo all'italiana innaffiato di vino locale ci ha tenuti di buon umore e abbiamo terminato il nostro pellegrinaggiCPO7CortonaRestauranto con la visita al santuario di santa Margherita di Cortona, la penitente terziaria del XIII secolo. La sua origine come povera contadina, il suo amore per un nobile, la tragica fine di questi suo compagno in un incidente di caccia e il susseguente rifiuto che ebbe a soffrire da parte di tutt'e due le famiglie – quella nobile come la sua stessa famiglia – la rendono una figura moderna. La sua vita di penitenza, dedicata ai malati e ai poveri, e la forza che essa trasse dalla sua vita di intimità con Cristo ne fanno un modello di vita cristiana anche per il nostro tempo.CPO7CortonaStream

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