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LA NOSTRA VITA FRATERNA IN MINORITÀ
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NOTIZIE, 5 marzo
 
EnnioTiacciOgni giorno il Consiglio plenario fa esperienza di celebrazioni liturgiche molto belle e appropriate in sei lingue: francese, inglese, italiano, portoghese, spagnolo e tedesco, con occasionale aggiunta di indonesiano e polacco. L'animatore liturgico è fr. Patrick McSherry della Provincia di Detroit. Oggi il ceMcSherrylebrante principale è stato fr. Ennio Tiacci, che ha celebrato il suo 32.mo anniversario di ordinazione sacerdotale.

Fr. Giuseppe Scarvaglieri della Provincia di Messina ha aperto la sessione del mattino parlando su Potere e vita fraterna cappuccina, oggi. Fr. Giuseppe ha un dottorato in sociologia della Università Gregoriana a Roma. Insegna sociologia della religione nelle Università Gregoriana e Lateranense. Secondo la sua opinione, il potere, con la minorità come sua "ombra", è stato una caratteristica di molta parte della umanità durante la storia. Perfino la vita spirituale evangelica è gravemente inficiata da elementi di potere. Spesso l'esercizio del potere è in duro contrasto con l'esempio di Cristo, che ScarvaglieriFrancesco ha proposto ai suoi frati. Se prendiamo in esame la fenomenologia del potere, possiamo farci un'idea delle sorgenti del potere stesso: il suo uso come potere sacro, l'uso della tradizione come fonte di potere e il potere condizionante del mondo moderno. Una spiegazione di fondo per l'abuso di potere nel nostro contesto può essere trovata nella mancanza di conoscenza della teoria relazionale e nelle implicazioni negative del processo di istituzionalizzazione. Ne deriva la necessità di una corretta interpretazione antropologica delle relazioni umane, che concili le motivazioni culturali con le manifestazioni culturali, in modo tale che il comportamento umano acquisti nuovi scopi e una plausibilità spirituale.

Durante la sessione del pomeriggio il prof. Giuseppe De Rita ha spiegatoDe Rita il concetto di potere e la minorità e itineranza cappuccina. Ha parlato del potere a tre livelli: 1) potere planetario o globale che controlla le nazioni con le dichiarazioni e la forza dell'ONU; 2) potere intermedio, come forze che perpetuano se stesse, come la moderna tecnologia, la finanza e gli apparati militari; e 3) potere individuale come competenza e professionalità. Ha notato come tutt'e tre questi poteri siano macchine che si autoalimentano. Non amano che altri entrino nei loro ambiti. Il prof. De Rita ha detto che i frati dovrebbero vivere alla periferia o al margine della società, che è una società di lCPO7Aulaotta. Dovrebbero capire i sistemi operativi di potere prima di rendersi presenti in essi perché "la verità si trova ai margini". Ha concluso che i frati dovrebbero dire coraggiosamente di no a tutti questi livelli di potere. Questa è parte della loro minorità e itineranza.

 

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