
Questa
mattina fr. Robin Daniel della Provincia di St. Francis,
Kerala (India), ha presieduto l'Eucaristia e nella
sua omelia ha chiesto al Signore che ci indichi le
sue vie.
Dopo alcune modifiche proposte al programma giornaliero
dai membri del CPO, alle 9 il moderatore della sessione
Sergio Dal Moro ha invitato fr. Aurelio Laita, vicario
generale, a presentare il primo conferenziere del
VII CPO, fr. Fidel Aizpurúa Donazar, della Provincia
di Navarra-Cantanbria-Aragón, esperto in spiritualità
francescana, che attualmente vive a Logroño. Ha studiato
teologia a Lovanio, in Belgio, specializzandosi nel
Vangelo di S. Giovanni. E' eminente professore, studioso,
predicatore e scrittore. Ha cominciato la sua conferenza
citando la profetica denuncia di Lázaro Iriarte: "Per
l'Ordine la minorità è stata la parte meno apprezzata
dell'eredità ad esso affidata dal suo Fondatore, e
la prima ad essere messa da parte…". Poi ha continuato
descrivendo in modo analitico il problema: La vita
francescana in minorità è realmente possibile? In
particolare ha centrato la sua attenzione su come
Francesco e i suoi primi frati vissero la minorità
come imitazione della forma di vita degli Apostoli.
In seguito ha esposto gli elementi fondamentali che
riguardano il tema del VII CPO: porre in discussione
l'indiscutibile, affrontare il pensiero unico, impostare
di nuovo il tema dell'onore sociale, coscienza all'interno
del sistema, spostarsi vers

o
il margine, contro il sistema vivere la comunione,
in collaborazione con i movimenti non sistemici, essere
segno di cambiamento; e ha concluso con alcune raccomandazione
fraterne.
I membri del CPO si sono poi divisi in quattro gruppi,
finché alle 11,30 si è avuta di nuovo la sessione
plenaria. Dopo la presentazione delle riflessioni
dei diversi gruppi fatte dai segretari dei gruppi
stessi, fr. Fidel ha risposto, ringraziando i gruppi
per gli aspetti di positività e di critica rilevati
nel suo intervento. Alle 12,33 la sessione si è conclusa
con un applauso al relatore.
Il secondo conferenziere, che ha parlato nel pomeriggio,
è stato fr. Regis J. Armstrong, della Provincia di
New York-New England negli USA. Regis ha dato lezioni
sugli scritti di san Francesco e di santa Chiara e
sulla teologia spirituale della tradizione francescana
all'Istituto Francescano di Roma e al St. Bonaventure
in USA. Attualmente è professore alla School of Theology
and Religious Studies nella Catholic University a
Washington, DC. Ha parlato sul tema: "Minorità
e itineranza di Francesco e dei primi frati".
"Minorità: L'intuizione sacramentale di Francesco"
è stato il titolo da lui scelto per la presentazione.
Ha poi illustrato la minorità basandosi sugli scritti
di Tommaso da Celano e di san Bonaventura, descrivendola
come qualcosa di "diminutivo" ( essere frati
minori) e come inferioritas (essere più in basso o
sotto o, appunto, inferiorità). In cerca di un paradig

ma,
ha esaminato la minorità attraverso le Ammonizioni
nelle sue dimensioni storiche, sociali, bibliche,
teologiche e antropologiche. In particolare ha sottolineato
la seconda Ammonizione, che è il simbolo dell'albero
della conoscenza del bene e del male. Ha esposto la
minorità come povertà (sine proprio), come umiltà
e come accettazione della vulnerabilità. Finalmente
ha sintetizzato con le parole del Vangelo "Imparate
da me" : ogni giorno Francesco era cosciente
che l'Altissimo si faceva minore; che ogni giorno
spogliava Se stesso, ogni giorno si abbassava, ogni
giorno diveniva vulnerabile.
Dopo l'intervallo e le discussioni di gruppo, fr.
Regis ha risposto alle domande e ai rilievi fatti
dai partecipanti. Fr. Giovanbattista, moderatore di
questa sessione, lo ha ringraziato per la sua esposizione
ben meditata e per il suo servizio all'Ordine. La
sessione plenaria si è conclusa con la Preghiera della
sera, seguita poi dalla cena e dalla ricreazione.