 Si
tratta di un particolare del grande Crocifisso dipinto su
tavola che si trova nella vasta chiesa di stile francescano
di "San Francesco" ad Arezzo. Il Crocifisso è
appeso al centro, all'ingresso del coro, e ha come sfondo
il coro stesso con le sue vetrate e la celebre "Leggenda
della Croce" di Piero della Francesca. L'opera risale
al XIII secolo ed è attribuita a Margaritone d'Arezzo,
pittore ancora bizantineggiante, ma non alieno da un robusto
espressionismo psicologico, che meglio si può ammirare
nel capolavoro – sicuramente di sua mano – che
ritrae San Francesco e si trova nella pinacoteca di Arezzo. |
L'immagine di san Francesco è
– come detto – un particolare, ben visibile anche
se non molto grande, di tutta la composizione. Rappresenta
il Santo, che, con le ginocchia piegate, abbraccia il piede
destro di Gesù e ne bacia la piaga. Forte risalto hanno
il sangue di Gesù che cola fino a terra, le piaghe
dei piedi del Crocifisso, due grossi punti neri a cui fanno
riscontro le stimmate della mano e del costato di Francesco,
l'intensità del volto, degli occhi e di tutta la persona
del Santo.
Il significato per noi è iconicamente evidente: Francesco
ha preso come modello della sua vita Gesù, attratto
dal suo amore per gli uomini, che lo ha portato alla morte
di croce: "offrì "se stesso, mediante il
proprio sangue, come sacrificio e vittima sull'altare della
croce… in espiazione dei nostri peccati… e vuole
che tutti siamo salvi per mezzo di lui" (Lettera ai fedeli:FF
184). A questo grande amore Francesco ha voluto corrispondere
e si è voluto uniformare seguendo l'esempio e l'insegnamento
di Gesù. Così ha chiesto che facciano anche
i suoi fratelli: "La regola e vita dei frati minori è
questa: osservare il santo vangelo del Nostro Signore Gesù
Cristo". |