Le
fraternità locali formano insieme una rete di comunione
su un territorio definito che costituisce una circoscrizione dell'Ordine.
La circoscrizione di questo tipo si chiama "provincia".
Tuttavia, partendo da alcuni criteri - che includono il numero
dei frati, il tempo dell'impiantazione, il livello di sviluppo
e la capacità di autonomia - le circoscrizioni possono
essere anche viceprovince, custodie o delegazioni.
Le delegazioni rappresentano un primo inizio di presenza organizzata
in un dato territorio. Di conseguenza le fraternità che
la compongono sono ancora sotto il governo della provincia di
origine dei frati.
Ma le reti di fraternità locali che formano custodie o
viceprovince o province hanno sempre un proprio governo eletto
dal capitolo della circoscrizione. Tali capitoli, celebrati ogni
tre anni, possono riunire o tutti i frati della circoscrizione
oppure i delegati delle fraternità locali: sta alla circoscrizione
scegliere fra l'una o l'altra forma. Il capitolo è la più
alta autorità della circoscrizione. In conformità
alla Regola di san Francesco e alle Costituzioni dell'Ordine è
compito del capitolo di trattare tutte le questioni che riguardano
la vita fraterna nel rispettivo territorio e di eleggere il governo,
che sarà formato, quasi sempre, da un "ministro"
e da quattro consiglieri. Questi consiglieri tradizionalmente
sono detti "definitori". Il ministro - o servitore della
fraternità - e i suoi consiglieri sono eletti per tre anni.
Il mandato del ministro può essere rinnovato ancora per
tre anni. Ma ogni tre anni devono essere cambiati almeno due dei
quattro consiglieri di questo governo della fraternità.
Ogni provincia ha una grande autonomia nell'organizzazione della
sua vita e dei servizi che svolge. È la provincia che è
responsabile dell'ammissione dei candidati alla nostra forma di
vita come pure della loro formazione religiosa e professionale.
Nel nostro Ordine alcuni frati divengono sacerdoti dopo aver seguito
il cammino di formazione voluto dalla Chiesa per la preparazione
a questo compito. Gli altri assumono integralmente la loro vocazione
di frati minori pur rimanendo laici. È la professione della
Regola di san Francesco e dei voti di povertà, castità
e obbedienza che ci riuniscono in fraternità. Il sacerdozio
non crea differenza fra di noi. Secondo i termini della nostra
legislazione, tutti i frati che hanno emesso la professione perpetua
hanno quindi uguali diritti nell'Ordine e sono eleggibili a tutte
le cariche necessarie al bene comune della fraternità.
Le dimensioni delle province possono variare, andando attualmente
da meno di 30 frati a più di 300. Per preservare il clima
fraterno ed evitare l'anonimato burocratico, una provincia molto
grande può scegliere di articolarsi in regioni più
piccole e quindi più adatte ad una condivisione familiare.
Parallelamente, quando una provincia diviene troppo piccola per
potersi governare e sviluppare, può unirsi ad un'altra
provincia per formare con essa una circoscrizione più vigorosa.
In ognuna delle grandi regioni del mondo, le province sono raggruppate
in "conferenze". Questa struttura regionale, in forza
della lingua, della cultura e di altri fattori sociali, rende
più facile la collaborazione nei settori d'interesse comune.
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Come
le province e le altre circoscrizioni sono delle reti di fraternità
locali, così l'Ordine, a livello mondiale, può essere
descritto come una rete di province, viceprovince, custodie e delegazioni,
la cui animazione è compito del Ministro generale aiutato
da otto consiglieri (definitori generali).
Il Ministro generale e i suoi consiglieri sono eletti durante il
capitolo generale dell'Ordine, che viene celebrato ogni sei anni.
Il capitolo generale riunisce i ministri di tutte le province e
viceprovince, come pure un certo numero di delegati delle province
più numerose e delle custodie.
Oltre ad eleggere il Ministro generale e i suoi consiglieri, che
devono essere scelti in ciascuna delle grandi regioni dell'Ordine,
il capitolo generale ha come compito quello di trattare di tutti
i problemi dell'Ordine e di aggiornare la nostra legislazione affinché
essa risponda adeguatamente ai bisogni della Chiesa e allo sviluppo
della società.
Durante i sei anni del suo mandato il Ministro generale s'impegna
a visitare tutte le circoscrizioni dell'Ordine e, per quanto possibile,
tutti frati. I suoi consiglieri più spesso visiteranno la
regione che li ha espressi e per la quale hanno ricevuto una responsabilità
particolare. Loro cura costante sarà quella di incoraggiare
lo sviluppo locale e la diversità, preservando però
la coesione e l'unità. Dovranno pure avere particolare attenzione
per tutti i bisogni, sia in personale che in risorse materiali,
che potrebbero trovare un aiuto appellandosi alla solidarietà
dell'Ordine.
Allo scopo di fare il punto su alcune questioni centrali nella vita
dell'Ordine il Ministro generale qualche volta riunisce dei rappresentanti
di tutte le regioni dell'Ordine in un Consiglio temporaneo allargato,
detto Consiglio Plenario dell'Ordine. I CPO celebrati fino ad ora
hanno trattato temi come la preghiera, le missioni, la formazione,
la nostra presenza profetica nel mondo e la povertà evangelica
vissuta in fraternità. Nel 2004 il settimo CPO tratterà
della "nostra vita fraterna in minorità".
Essere
fratelli, è l'espressione fondamentale dell'appartenenza
all'Ordine. Tuttavia noi siamo una famiglia estremamente diversificata,
allo stesso tempo unita e separata da tante culture, da situazioni
politiche, economiche e sociali che riflettono una parte molto grande
della ricchezza dell'umanità, alla quale noi, presenti in
tanti luoghi, apparteniamo. Ma noi tutti condividiamo la tradizione
francescana come storia comune e intima; siamo uniti da antiche
istituzioni che adattiamo secondo i bisogni del nostro sviluppo;
e poi abbiamo tutti scelto di vivere "secondo la forma del
santo Vangelo", di servire il Signore e i nostri fratelli nella
solidarietà e nella pace. Nella preghiera e nella condivisione
quotidiana delle nostre fraternità locali, esiste sempre
uno spazio aperto per i nostri frati provenienti da altre parti,
in modo che se vengono da noi con facilità si ritrovano in
mezzo a loro veri e propri fratelli. |